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Export farmaci, pilastro del made in Italy

Data di aggiornamento: 13-07-2010

L'industria farmaceutica si conferma tra le principali colonne del Made in Italy: l'Italia è uno dei più importanti Paesi produttori, terza in Europa per numero di addetti (dopo Germania e Francia) e quinta nel mondo (USA e Giappone ai primi due posti).

Le cifre parlano chiaro: 67.500 addetti, tra i più qualificati nel panorama industriale (per il 90% laureati o diplomati); 22,6 miliardi di euro di produzione, il 54% rivolto all'export; 12,2 miliardi di euro di export totale, di cui il 9,3 per cento di medicinali.

Sono i dati forniti da Farmindustria nel corso dell'Assemblea annuale a Roma. Il settore produce 4 miliardi di euro di stipendi e contributi, ai quali si aggiungono 1,9 miliardi dell'indotto, e 1,3 miliardi di euro di imposte dirette, più 1,5 miliardi per l'Iva generata dagli acquisti di beni e servizi.

Uno dei principali motori per la crescita si conferma l'export: nel 2009 il 54% della produzione farmaceutica è stato destinato all'estero. Negli ultimi 10 anni l'export è cresciuto del +9,2% medio annuo, rispetto al +5% dell'industria manifatturiera, ed è più che raddoppiato con un incremento dal 1999 del 107%, a fronte di una crescita delle vendite interne del +13%.

Quello farmaceutico, sottolinea Farmindustria, è il comparto industriale con i più elevati investimenti di imprese internazionali e con aziende a capitale italiano che, negli ultimi 10 anni, hanno realizzato 39 acquisizioni all'estero e oggi contano oltre 200 stabilimenti. Senza contare l'indotto farmaceutico, che conta 61 mila addetti, 10 miliardi di fatturato e 700 milioni di investimenti.

Fonte: AGI