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Export vino: crescita record, ma cala il consumo interno
Data di aggiornamento: 01-09-2010
Netto aumento dell’export per il vino Made in Italy nel mondo, con una crescita del +7,8% sia sui mercati dell’Unione Europea (+1,4%) ma soprattutto su quello statunitense (+12,5%), dove l’Italia ha conquistato il primato rispetto a Francia e Australia. È questa l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio estero relativi ai primi cinque mesi del 2010. Un trend positivo per il vino italiano, il cui fatturato sui mercati esteri – stima la Coldiretti – potrebbe sfiorare a fine anno i 3,5 miliardi di euro.
Il vino – precisa la Coldiretti – è la principale voce dell’export agroalimentare nazionale, con oltre la metà del fatturato estero che viene realizzato sul mercato comunitario, dove la Germania (+1,8% nell’export) è il principale consumatore. Il primo mercato extracomunitario di sbocco, con un quarto del valore totale delle esportazioni, è rappresentato invece dagli Stati Uniti.
“Già oggi oltre il 30% della produzione di vino viene esportato e non è da escludere – afferma il direttore generale di Assoenologi Giuseppe Martelli – che entro il 2015 supereremo il 40% in quantità”.
Il risultato sui mercati esteri è di buon auspicio per la vendemmia 2010, con il 60% della nuova produzione Made in Italy che – conclude la Coldiretti – sarà destinato alla realizzazione dei 498 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (320 vini Doc, 41 Docg e 137 Igt).
E il clima pazzo di quest’estate non hanno compromesso la vendemmia che quest’anno, secondo le prime stime di Assoenologi, confermerà i livelli del 2009 attestandosi a 45,5 milioni di ettolitri tra vino e mosti. Proseguirà, invece, il trend a ribasso dei consumi interni, che nel 2009 ha portato a un consumo pro-capite di vino in Italia di appena 43 litri, contro i 45 del 2007 e i circa 120 litri degli anni Settanta. In pratica, spiega Assoenologi, si è passati a ”mezzo bicchiere a testa di vino contro i due bicchieri consumati negli anni Settanta”.
Fonte: Con i piedi per terra












