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La Dieta Mediterranea diventerà patrimonio mondiale dell’umanità

Data di aggiornamento: 01-09-2010
La Dieta Mediterranea è ormai vicinissima a diventare patrimonio mondiale immateriale dell’umanità. L’Unesco ha dato una “raccomandazione positiva”, ovvero il via libera che dovrà essere ratificato dal Comitato Esecutivo della Convenzione sul Patrimonio, a Nairobi in Kenya dal 14 al 19 novembre.

Un successo atteso per la richiesta, avanzata in primis da Italia e Spagna, il cui merito va in gran parte anche al lavoro del Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro.

Un riconoscimento che avrà anche, commenta la Coldiretti, “un importante valore economico per il Made in Italy agroalimentare per i primati produttivi nelle principali produzioni base della dieta come frutta, verdura, pasta, vino e olio di oliva”, anche per il valore storico di questo modello alimentare, e per i benefici per la salute dimostrati scientificamente.

Pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino nei pasti hanno consentito agli italiani - sottolinea la Coldiretti - di conquistare il record della longevità, con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, superiore alla media europea.

“Un grande successo - dice il Ministro Galan - per il nostro Paese, la nostra tradizione e cultura alimentare. La Dieta Mediterranea rappresenta uno stile di vita sostenibile basato sul mangiare i prodotti tipici del territorio in famiglia o con gli amici: questo insieme unico di pratiche alimentari, conoscenze e tradizioni trasmesse da generazioni è un qualcosa di unico al mondo e va salvaguardato e valorizzato”.

“La valutazione dell’Unesco evidenzia – continua Galan - come l’alimentazione e l’agricoltura siano sinonimi di cultura e debbono essere valorizzate al pari dei beni materiali”.

Secondo recenti studi pubblicati sul “British Medical Journal”, analizzati dal team di Francesco Sofi, nutrizionista dell’Università di Firenze, la Dieta Mediterranea riduce del -13% l’incidenza del Parkinson e dell’Alzheimer e del -9% quella per problemi cardiovascolari.

Fonte: www.affaritaliani.it