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Dallo Sviluppo Sostenibile a quello Responsabile

Data di aggiornamento: 01-09-2010
“Se vuoi coltivare la pace, custodisci il Creato” ammoniva Benedetto XVI nel suo messaggio per la 43° giornata mondiale della Pace. Un appello che faceva seguito ad altri moniti in favore dell’accesso delle fasce più povere della popolazione mondiale alle risorse ambientali, comprese quelle fondamentali come l’acqua, il cibo e le fonti energetiche.

Un messaggio forte, ripreso dalla Cei per la 5° giornata per la Salvaguardia del Creato, che si celebra il 1° settembre: “È impossibile parlare oggi di bene comune senza considerarne la dimensione ambientale, come pure garantire il rispetto dei diritti fondamentali della persona trascurando quello di vivere in un ambiente sano. Si tratta di un impegno di vasta portata, che tocca le grandi scelte politiche e gli orientamenti macro-economici, ma che comporta anche una radicale dimensione morale: costruire la pace nella giustizia significa infatti orientarsi serenamente a stili di vita personali e comunitari più sobri, evitando i consumi superflui e privilegiando le energie rinnovabili”.

Per dar seguito a tali appelli, il 5 settembre nel Monastero di Siloe di Poggi del Sasso (Grosseto) si terrà il convegno “Custodisci questa Terra”, una giornata di riflessione sul tema dello sviluppo sostenibile, che si inserisce fra le attività promosse dal monastero per la giornata della Salvaguardia del Creato.

L’incontro, organizzato dal Centro Culturale San Benedetto, in collaborazione con l’associazione d’ispirazione cristiana Greenaccord e la Coldiretti, affronterà il tema dell’esigenza del superamento dello sviluppo “sostenibile” per passare a quello dello sviluppo “responsabile”, cogliendone gli aspetti morali, sociologici, economici e giuridici.

“Sviluppo sostenibile – spiega Alfonso Cauteruccio, Segretario Generale di Greenaccord – vuol dire che lo sviluppo economico attuale non deve mettere in pericolo le possibilità di crescita delle generazioni future, ma, per i cristiani, la sostenibilità deve assumere un carattere di «responsabilità» nei confronti del creato e dell’umanità intera soprattutto in vista di un’equa destinazione universale dei beni del creato e di un nuovo umanesimo basato sulla solidarietà e sul bene comune”.

“Infatti – continua Cauteruccio - le politiche ambientali devono essere ispirate oltre che all’obiettivo di preservare l’ecosistema anche ad elevare la qualità della vita umana e il concetto di sostenibilità responsabile esige che le dinamiche di produzione e di consumo siano informate ad un principio di solidarietà: i frutti della terra e della creazione devono essere amministrati secondo giustizia e devono essere messi a disposizione anche delle prossime generazioni”.

Fonte: www.affaritaliani.it