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Sostenibilità , oltre 1.000 aziende promuovono il verde high tech
Data di aggiornamento: 28-09-2010
Per qualcuno la “green economy” non è solo uno slogan o una chimera, ma è già realtà ed è fatta di tetti-giardino, verde pensile, pareti verticali, biopiscine che riuniscono, in occasioni dei grandi eventi e delle più note manifestazioni fieristiche, tutte le discipline dell'“high green tech”: agricoltura, architettura, alimentazione, florovivaismo, urbanistica, design ecc.L'economia, insomma, è già “green” per le oltre 1.000 aziende riunite da PromoVerde (Associazione per la qualità del Paesaggio e del Florovivaismo) che ha sede in 6 regioni italiane (Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Sicilia e a brevissimo anche in Lombardia) e che dal 2007 porta avanti un progetto multidisciplinare già punto di riferimento culturale ed operativo per il verde “Made in Italy”.
A capo di questa associazione culturale senza fini di lucro c'è l'imprenditore Gianluca Cristoni che dal 16 agosto scorso segue ogni giorno il cantiere della “Green gallery”, l'area verde da 2.000 metri quadrati che dal 28 settembre al 2 ottobre ospiterà le mostre della sezione “Saper fare” al Cersaie, il salone della ceramica di Bologna, tra cui anche quella sul progetto londinese del Central Saint Giles, firmato da Renzo Piano.
Oltre a PromoVerde, nel gruppo ci sono la casa editrice Sistemi Editoriali Esselibri Simone che pubblica la collana di architettura sostenibile più presente negli studi dei professionisti italiani del settore, la rivista Nemeton High Green Tech Magazine che in soli due anni si è imposta come il periodico cult della cultura del verde e il portale tematico Culturadelverde.it, che conta su 80 mila iscritti tra tecnici del verde, agronomi, florovivaisti e appassionati. Obiettivo comune di questa cordata è promuovere quello che è già stato battezzato il “Green Made in Italy”.
“Il messaggio è chiaro: - spiega Cristoni - ciò che fino a ieri era solo visto come decorazione, oggi è un elemento funzionale imprescindibile nella costruzione e la stabilizzazione dei territori. Il verde assume poi un ruolo centrale anche nell'attuazione del protocollo di Kyoto per la sua capacità di compensazione delle emissioni di Co2. Così, nel progetto architettonico e urbanistico è uscito dal ghetto del «servizio» per entrare a pieno diritto fra gli elementi base del costruire”.
L'operazione è certamente economica, ma ancora prima culturale o meglio scientifica. “Oggi - aggiunge il presidente nazionale di PromoVerde - abbiamo un'occasione unica affinché anche la cultura del progetto faccia un balzo in avanti. Gli architetti e gli ingegneri devono imparare a conoscere le piante, pena la perdita di commissioni e denaro. Viceversa, gli agronomi, i vivaisti e tutta la filiera del verde devono capire il mondo dell'architettura e vederlo per quello che è diventato per loro: una nuova e grande occasione di sviluppo professionale”.
Fonte: Adnkronos












