Vai al menu principale  Vai ai contenuti della pagina

 

Home > Innovazione > Trasferimento Tecnologico > Innovazione COTEC i cervelli italiani resistono al top in UE

Innovazione, COTEC: i cervelli italiani resistono al top in UE

Data di aggiornamento: 25-11-2010

Anche senza soldi i cervelli italiani producono risultati. Arranca, invece, la ricerca industriale. E' quanto rivela in estrema sintesi il Rapporto 2010e sull’Innovazione realizzato dalla Fondazione COTEC che riporta le più aggiornate statistiche in merito alla produzione scientifica e tecnologica e alla capacità di competere sulla scena internazionale del nostro Paese.

I dati testimoniano una buona capacità dell’Italia di presidiare, nonostante la carenza di risorse, i principali fronti della ricerca scientifica. Nel 2008, il 45% delle pubblicazioni scientifiche viene realizzata in collaborazione con ricercatori stranieri (era il 38% dieci anni prima). In termini di produttività del sistema scientifico (numero di pubblicazioni per ricercatore del settore pubblico), l’Italia è al secondo posto, dietro al Regno Unito, tra i principali Paesi europei.

Un’analoga tendenza non investe il campo della ricerca industriale. Specie per ciò che concerne le piccole e medie imprese, si registrano significative difficoltà di accesso a fonti di conoscenza tecnologica su scala internazionale. Nonostante la Bilancia Tecnologica dei Pagamenti si confermi in attivo, i flussi tecnologici in uscita presentano ancora notevoli margini di incremento non ancora raggiunti (meno del 10% delle esportazioni italiane).

La recente crisi economica internazionale ha avuto un impatto sulle attività di Ricerca e Innovazione e sulle risorse finanziarie a esse dedicate. Tra il 2008 e il 2009, il 26% delle imprese innovatrici italiane ha ridotto i propri investimenti in innovazione, misura superiore alla media europea (23%) e a quella dei Paesi leader. Si rilancia dunque la necessità, specie in un passaggio di profonda ristrutturazione del sistema produttivo, di promuovere Ricerca e Innovazione quali strumenti di crescita, anche in ottica anticiclica.

I recenti studi realizzati da COTEC hanno infine evidenziato una netta correlazione tra la diffusione della cultura dell’innovazione (in particolare tra i giovani) e la capacità dei Paesi di generare nuova conoscenza scientifica e tecnologica. Persistono inoltre significative differenze tra le diverse aree del Paese e le generazioni che ne compongono il tessuto sociale. Pare cruciale, anche mediante gli strumenti dell’istruzione e della formazione, colmare questo divario. L’assenza di una diffusa propensione all’innovazione nella società costituisce infatti un rilevante ostacolo ai processi di sviluppo tecnologico.

Fonte: Affaritaliani.it