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“Italia Multinazionale 2010”: fotografia dell’Italia che esporta

Data di aggiornamento: 29-11-2010
L’Italia, nonostante abbia intrapreso con ritardo la via della internazionalizzazione produttiva, ha saputo recuperare posizioni e il processo presenta un trend positivo. Lo dice il Rapporto “Italia Multinazionale 2010” sull’andamento degli investimenti diretti esteri (IDE) in entrata e in uscita dall’Italia, presentato nei giorni scorsi dall’ICE-Istituto per il Commercio Estero.

Nonostante la crisi il 2009, sulla base delle analisi preliminari, si caratterizza per una sostanziale tenuta del processo di internazionalizzazione. Questa tendenza, se proiettata nel futuro, prefigurerebbe un Paese la cui presenza all’estero diviene più simile a quella dei suoi maggiori partner internazionali sia per tipologia dei protagonisti sia per direttrici geografiche dell’investimento.

Tra il 2007 e il 2008 il numero delle filiali all’estero di imprese italiane è cresciuto del +2,3%, portandosi a quasi 23.000. Analogo incremento ha interessato il numero degli addetti, stimabile in 1.350.000 unità; una crescita più sostenuta, il +4,2% in più rispetto all’anno precedente, si è avuta per il fatturato generato da queste succursali, che ha superato, nel 2008, 460 miliardi di euro, a fronte di una crescita inferiore delle esportazioni italiane di beni e servizi.

I Paesi Ue15 sono quelli con il maggior numero di partecipate da imprese italiane (9.346 al 1° gennaio 2009, pari al 41% del totale delle partecipazioni all’estero) seguite ad ampia distanza da quelle dell’Europa centro-orientale (4.040, il 17%). Elevato anche il numero di partecipate in Nord America (2.592, 11,4%) e in America Latina (1.993, l’8,8%). La presenza in Asia e Pacifico, sebbene sotto la media, si sta rafforzando grazie a una crescita media che tra il 2001 e il 2009 è stata del 55% per numero di imprese partecipate e del 57% in termini di fatturato (2.215 in Estremo Oriente, il 9,8% del totale di cui 1.030 in Cina).

Permane il ritardo sul fronte dell’attrattività degli IDE: il rapporto tra stock di IDE in entrata e PIL è più basso della media mondiale (18,6% contro 30,7% nel 2009). Le imprese italiane partecipate dall’estero nel 2008 sono state poco più di 7.600, gli investitori circa 4.200 e i dipendenti 932.000. Il fatturato è stato pari a circa 497 miliardi di euro.

Su un totale di 4.190 investitori nel nostro Paese al 1° gennaio 2009, circa 3.000 provengono da Paesi europei. Quasi un quarto delle imprese provengono dal Nordamerica.

La distribuzione sul territorio nazionale delle imprese estere con partecipazioni nell’industria manifatturiera premia le regioni del Nord-Ovest (56%) seguite da quelle del Nord-Est (26%) ma sta aumentando anche il peso del Centro (12%). Resta invece marginale il numero di partecipazioni nel Mezzogiorno (tra il 1986 e il 2009, il numero di imprese partecipate è aumentato solo del 7,8% e il peso rimane esiguo, 6,1%).

Fonte: www.italiannetwork.it