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Sostenibilità: italiani eco-attenti? A parole
Data di aggiornamento: 30-11-2010
La green economy, che mette al primo posto fonti rinnovabili, efficienza energetica e rispetto dell’ambiente, non costituisce una moda passeggera, bensì un’opportunità di sviluppo che, con gli anni, assumerà sempre di più un ruolo strategico.È quanto emerge da un’indagine dell’istituto di ricerca Eurisko, secondo la quale l’84% degli italiani è consapevole dell’importanza dell’ambiente e favorevole all’acquisto di prodotti ecosostenibili.
Inoltre il 74% del campione sarebbe disponibile a “punire” chi nella propria filiera industriale non rispetta determinati canoni ambientali, preferendo a questi prodotti quelli “verdi”.
A prima vista il consumatore medio sembrerebbe quanto mai eco-attento e responsabile. La realtà dei fatti, invece, è ben diversa. Scorrendo l’indagine si scopre, ad esempio, che solamente il 3% dello stesso campione è disposto a spendere di più per acquistare un prodotto eco-sostenibile. E un italiano su tre confonde la classe energetica A con quella C, immaginando che la prima sia meno efficiente. Dato preoccupante, visto che ad impattare maggiormente sull’ambiente sono proprio i consumi domestici,.
Comprare un prodotto eco-sostenibile e non chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti, ad esempio, vanifica tutti gli sforzi della filiera, danneggiando così non solo l’ambiente ma anche il portafoglio. L’Unione Europea ha calcolato che chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti consentirebbe ad ogni consumatore di risparmiare più di 3mila litri di acqua all’anno. Chiuderla mentre ci si insapona consentirebbe di risparmiare circa 120 euro e più di 12mila litri di acqua all’anno.
In ultima analisi, sostiene l’Eurisko, in materia di sviluppo sostenibile, energia rinnovabile e soprattutto efficienza energetica, occorre maggiore informazione. E sempre secondo l’Eurisko, l’82% degli italiani vorrebbe maggior chiarezza e informazione oltre che un impegno da parte delle istituzioni e dei produttori.
Ciò significa che l’innovazione tecnologica, spesso indicata come la strada maestra per ridurre l’impatto ambientale, da sola non può vincere la sfida della sostenibilità: occorre una profonda trasformazione degli stili di vita, dei modelli di consumo e di business.
Fonte: Linkontro












