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Export agroalimentare, l’anno nuovo inizia nel segno della speranza

Data di aggiornamento: 10-01-2011
Nel 2010 è ripartito sia l’export agroalimentare sia l’export delle materie agricole, soprattutto per le buone performance di Paesi come Germania e Stati Uniti, tradizionalmente acquirenti dell’Italia. Con segnali incoraggianti anche da realtà emergenti quali India e Cina.

A dirlo è il Presidente dell’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) Arturo Semerari, per il quale però restano “luci e ombre”.

“Rispetto alla debolezza che avevamo registrato nel 2009 – afferma Semerari - la situazione si è stabilizzata. Rimane il problema enorme della contraffazione che penalizza fortemente le nostre potenzialità. Per questo bisognerebbe far capire ai consumatori il valore aggiunto del vero Made in Italy”. Bene sono andati il comparto del vino, “grazie a una migliore politica dei prezzi”, l’olio, “anche se c’è ancora da fare” ed è ripartito l’ortofrutticolo dopo la crisi che aveva interessato la frutta.

Secondo il Presidente Ismea l’anno appena concluso è stato importante soprattutto per alcuni provvedimenti legislativi, innanzitutto per quello che riguarda l’etichettatura. Poi la stabilizzazione degli oneri sociali, “centrale per favorire gli investimenti”, e la stabilizzazione della proprietà contadina.

Per Semerari è positivo anche che si sia tornati a parlare di Consorzi Agrari: “Fuori dalle logiche sindacali, ricostruire una rete consortile forte potrebbe aiutare a concentrare l’offerta di mezzi tecnici, sementi e concimi, migliorando la capacità di acquisto e di vendita”.

Resta poi il dibattito sulla nuova Pac: “Finalmente l’Unione europea si mostra attenta a proteggere il reddito degli agricoltori. L’Italia però rischia parecchio e per questo dovrà scegliere le alleanze giuste”.

Fin qui le “luci”. Per quanto riguarda le “ombre” in Italia “il settore resta debole, con una produzione frammentata e uno squilibrio all’interno della filiera a vantaggio della commercializzazione”.

Nonostante questo, secondo le rilevazioni Ismea cresce la fiducia sia nella Gdo (Grande Distribuzione Organizzata) che nell’agroalimentare e c’è una ripresa di interesse da parte dei giovani verso l’agricoltura. “Possiamo dire – conclude Semerari - che il 2011 inizia nel segno della speranza”.

Fonte: Il Velino