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Internazionalizzazione, l’Eldorado dell’export è in Brasile

Data di aggiornamento: 10-01-2011
Italia e Brasile sono due Paesi con rapporti economici in forte crescita, e un mercato, quello brasiliano, con le prospettive di espansione tra le più interessanti al mondo.

Nel primo semestre 2010 - spiega l'Ice in un dossier - l'Italia è tornata a essere il terzo partner commerciale europeo del Brasile, dopo Germania e Francia, e nono in assoluto, con un interscambio nei sei mesi di 4,093 miliardi di dollari (1,887 miliardi l'import e 2,206 miliardi l'export).

Nella prima metà del 2010 - sottolinea l'Ice - il Brasile “ha consolidato la fase di crescita sostenuta iniziata nel secondo trimestre del 2009, rafforzando il proprio ruolo emergente nell'economia mondiale”.

Il saldo import-export si è mantenuto positivo per l'Italia (319 milioni di dollari), raggiungendo un valore doppio rispetto al primo semestre del 2009.

Circa tre quarti dell'export brasiliano verso l'Italia sono rappresentati da materie prime o prodotti semimanufatti, mentre solo un quarto è costituito da prodotti manufatti: le principali voci merceologiche importate dal Brasile sono materie prime (ferro), pasta chimica di legno, pellami, caffè, semilavorati e carne.

Le importazioni di beni dall'Italia invece continuano a concentrarsi nei settori in cui il Made in Italy è tradizionalmente affermato (meccanica strumentale e altri prodotti a media tecnologia). I prodotti più venduti sono: accessori per trattori e autoveicoli, oli lubrificanti, valvole a sfera, macchine per imballaggi, elicotteri, barche a motore.

“I settori significativi - evidenzia l'Ice - in termini di penetrazione commerciale italiana nel mercato brasiliano continuano a essere quelli della meccanica e delle medie tecnologie”. Si tratta di “tutte le varie tipologie di attrezzature e macchinari per l'industria manifatturiera leggera: macchine tessili, macchine per la lavorazione dei metalli, della ceramica, del legno, della pietra”.

Pur affermate, “ma non quanto le potenzialità del mercato consentirebbero, sono tutte le attrezzature collegate alla filiera dell'agroindustria, dell'alimentare e dell'imballaggio”. Ci sono poi “ampi margini di penetrazione commerciale nel comparto del lusso, delle tecnologie medicali-ospedaliere, delle energie alternative, delle telecomunicazioni, della nautica, delle due ruote, delle infrastrutture, dei servizi all'industria petrolifera e della sicurezza”.

Le migliori opportunità per le aziende italiane in Brasile, conclude l'Ice, “si presentano attraverso un radicamento nel mercato, che può essere attuato attraverso investimenti diretti, accordi di collaborazione industriale o joint-venture, e che preveda trasferimento di tecnologia”. E sono diverse le imprese italiane importanti che già operano con successo: Fiat, Pirelli, Telecom Italia, Campari, Ferrero, Tecnimont, Impregilo.

Fonte: Virgilio Economia