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Export agroalimentare: il vino italiano mette le ali
Data di aggiornamento: 02-02-2011
Il vino italiano nel 2010 ha registrato un “boom” senza precedenti delle esportazioni, con un incremento del +10% sull’anno precedente e un fatturato sui mercati globali stimato oltre i 3,5 miliardi di euro. Per i vitivinicoltori si tratta di una decisa “boccata d’ossigeno”, visto che sul mercato interno i consumi languono. Ai livelli altissimi dell’export, infatti, fa da contraltare un calo delle vendite nel Belpaese, soprattutto sul fronte del prodotto sfuso, con una diminuzione complessiva compresa tra il -2% e il -3%.
Lo dice la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori, in occasione della manifestazione “Italian Wine Week” organizzata a New York dall’Istituto per il Commercio Estero dal 24 al 26 gennaio. Iniziative come quella promossa in questi giorni dall’Ice - afferma la Cia - sono importanti, soprattutto ora che il vino “Made in Italy” è così apprezzato all’estero.
Gli Stati Uniti quest’anno sono diventati il nostro primo mercato di sbocco, tanto che il 33% del vino importato negli Usa “parla” italiano. Ma l’export è praticamente raddoppiato anche verso paesi come la Cina e la Russia.
Ecco perché ora - conclude la Cia - bisogna percorrere una nuova e più efficace strategia per il settore, portando avanti una valida promozione che esalti in tutto il mondo la qualità del nostro prodotto e dia un’immagine positiva e propositiva del vino nazionale e delle sue specificità territoriali.
Fonte: AGI












