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Agroalimentare, falso 1 alimento su 3. Ma l’etichetta lo smaschera
Data di aggiornamento: 02-02-2011
Circa un terzo (33%) dei prodotti agroalimentari venduti in Italia e all’estero col marchio “Made in Italy”, per un valore di 51 miliardi di euro, deriva in realtà da materie prime provenienti da qualsiasi punto del pianeta. E tutto ciò all’insaputa dei consumatori.È quanto emerge dalle anticipazioni del rapporto Coldiretti/Eurispes divulgate in occasione del l’approvazione definitiva della legge “salva Made in Italy” sull’obbligo di indicare la provenienza degli alimenti in etichetta.
Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano - riferisce la Coldiretti - due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero; tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri senza indicazione alcuna in etichetta; oltre un terzo della pasta “nostrana” è ottenuto da grano non coltivato in Italia; la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura con cagliate straniere.
L’approvazione della legge pone fine ad un grave inganno nei confronti dei produttori italiani e dei consumatori che attribuiscono grande importanza alla provenienza degli alimenti: per quasi un italiano su quattro (23%) il cibo italiano dal campo alla tavola vale almeno il doppio, e due italiani su tre (65%) sono disponibili a pagare dal 10% in su, secondo un’indagine Coldiretti-Swg.
La fiducia nel Made in Italy rispetto al prodotto straniero cresce nel 2010 in tutti i settori ed è del 91% per gli alimenti, del 66% per i vestiti, del 55% nei mobili, del 49% per la cosmetica, del 39% per gli utensili, del 26% per auto e motorini e del 18% per l’elettronica. La superiorità del Made in Italy alimentare è attribuita al rispetto di leggi più severe, alla bontà e freschezza e alla garanzia di maggiori controlli.
Una garanzia che - precisa la Coldiretti - ha consentito di far conquistare all’Italia nel 2010 il primato nella sanità e nella sicurezza alimentare, con un record del 99% di campioni regolari di frutta, verdura, vino e olio, con residui chimici al di sotto dei limiti di legge.
Nel nostro Paese si trova un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione, superando il milione di ettari. L’agricoltura italiana vanta inoltre la leadership nei prodotti tipici con 214 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall’Unione Europea, senza contare le 4511 specialità tradizionali censite dalle regioni.
Ma il Made in Italy a tavola è anche - conclude Coldiretti - l’emblema nel mondo della dieta mediterranea, riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’Umanità per il modello nutrizionale fondamentale ai fini del mantenimento di una buona salute e che si fonda su una alimentazione basata su prodotti locali, stagionali, freschi di cui l’Italia è particolarmente ricca.
Fonte: Coldiretti












