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Sostenibilità, Terra Futura 2011 mette al centro il “bene comune”

Data di aggiornamento: 02-02-2011
Un cambiamento radicale per un mondo migliore, più sostenibile e solidale. Un modello di civiltà alternativa non solo necessario, ma improrogabile. Sono gli obiettivi a cui si ispira da sempre Terra Futura - Mostra Convegno Internazionale delle Buone Pratiche di Sostenibilità Ambientale, Economica e Sociale, in programma a Firenze, Fortezza da Basso, dal 20 al 22 maggio 2011.

Al centro dell’ottava Edizione di Terra Futura il tema della “cura dei beni comuni”. Una cura che - considerato il disinteresse o l’incapacità dei governi e delle istituzioni a farvi fronte - è sempre più nelle mani dei cittadini e delle organizzazioni.

È l’altra parte dell’umanità, quella che non sa e non vuole arrendersi all’irreparabile “tragedia” dei beni comuni, se si pensa che nel 2010, secondo il Global Footprint Network, si è varcata la soglia critica oltre la quale il consumo globale delle risorse naturali ha superato il tasso con cui la natura le rigenera.

“Il ritardo è già grave e una gestione finalmente responsabile e sostenibile non si può più rimandare: oltre all’irrimediabile danno ambientale, altrimenti, c’è anche il rischio che vengano meno molti diritti come la salute, l’equità sociale, il lavoro, la sicurezza, l’educazione e l’informazione”.

Così si legge nel Position Paper, il documento condiviso che riassume la visione politica dei partner di Terra Futura e che, trattando dei beni comuni, pone al centro anche una questione di democrazia: chi può decidere delle risorse della Terra? Chi può stabilire quali uomini e quali popoli possano goderne più di altri? E ancora, chi può decretare dove e cosa produrre?

“Ciò che Terra Futura chiede da anni - spiega Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica – è un nuovo contratto sociale «a responsabilità collettiva». Le contraddizioni del modello di sviluppo attuale, se da una parte generano continue crisi, dall'altra hanno prodotto pratiche ed idee di economia di mercato basate sulla responsabilità, la relazione, la sostenibilità. Finalmente la necessità di riconvertire l’economia in modo partecipato e democratico e in ottica ecologica e sociale, è avvertita come un’esigenza e un’opportunità concreta da parte di settori sempre più ampi della società civile”.

Nella vasta rassegna espositiva, articolata in diverse sezioni tematiche, saranno numerosi i settori rappresentati: tutela dell’ambiente, energie alternative, finanza etica, commercio equo e solidale, agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibili, turismo responsabile, e ancora consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidarietà sociale cittadinanza attiva e partecipazione. Un nuovo mondo all’insegna della sostenibilità ma che sa anche produrre sviluppo economico e generare occupazione.

Fonte: Terra Futura