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Agroalimentare, Rosso Montalcino: rinviata decisione sul disciplinare
Data di aggiornamento: 16-02-2011
“Imbastardire” il Rosso o no? Questo è il problema. E il Consorzio del Brunello di Montalcino, con la vetrina di “Benvenuto Brunello” alle porte, ha deciso per un rinvio. Ora ci saranno tre mesi di tempo per decidere se la combattuta modifica del disciplinare della Doc del Rosso s’ha da fare o meno. Quella che gli esperti del settore hanno già definito la “battaglia di Montalcino” ha inizio a metà dicembre, quando i quindici membri del Consiglio di Amministrazione del Consorzio hanno proposto di modificare le prescrizioni per l’etichetta del Rosso, uno dei tre vini tutelati dal Consorzio.
Oggi in base al disciplinare in vigore non si può definire “di Montalcino” una bottiglia che non sia prodotta al 100% da vitigni di Sangiovese. L’idea del Consiglio di Amministrazione era invece quella di abbassare la quota all’85%, utilizzando per un 15% vitigni di Merlot o Cabernet. Idea che a molti non è piaciuta. E soprattutto ha ricordato a tutti un recente scandalo che ha fatto il giro del mondo screditando il prestigioso marchio toscano.
Nell’indagine della Procura di Siena, dal 2004 al 2007, sono emerse numerose irregolarità compiute proprio per introdurre nella produzione vitigni diversi dal Sangiovese. In pratica, la stessa operazione che oggi si cerca di legalizzare. Il processo è ancora in corso e a ottobre l’udienza preliminare si è chiusa con quattro patteggiamenti, un rinvio a giudizio e un proscioglimento.
Dopo la proposta del Consorzio, molti produttori contrari si sono mobilitati. Francesco Illy, Presidente della Mastrojanni, acquisita nel 2008 dal Gruppo Illy, ha scritto a tutti i 250 colleghi produttori. La lettera è diventata presto un caso e la pressione esercitata sul Consorzio ha spinto il direttivo a proporre un rinvio.
“C’è qualcuno - spiega Riccardo Illy, Presidente della holding che controlla anche Mastrojanni e Illycaffè - che vuole imbastardire il Rosso”. Secondo Illy, la scelta farebbe male a tutti: soprattutto al marchio, in particolare ai piccoli produttori, e sarebbe studiata per compiacere le guide americane. “La perfetta simbiosi tra il Rosso e il Brunello - aggiunge Illy - non va distrutta modificando il disciplinare del Rosso, semmai va meglio interpretata”.
Soddisfatto del rinvio anche il Presidente del Consorzio, Ezio Rivella, mentre il blog VinoWire ha avanzato il sospetto che dietro alla pax temporanea ci sia il timore del Cda di essere battuto ai voti. L’enologo Luca Maroni non chiude del tutto alla revisione del disciplinare, ma “la strada migliore - nota - è investire sui vitigni autoctoni”.
Fonte: La Stampa












