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Innovazione sostenibile: fotovoltaico del futuro ricavato dai mirtilli

Data di aggiornamento: 08-03-2011
Un impianto fotovoltaico che nasce dai mirtilli e dall’argilla e che non utilizza il silicio per generare corrente ma una pasta di biossido di titanio nanometrico impregnata con un colorante organico sigillato tra due vetri conduttori.

È stato presentato recentemente a Settimo Torinese il fotovoltaico del futuro, frutto della ricerca di Cyanine, una start up dell’Università di Torino nata nel 2006 e che è sostenuta dal Comune di Settimo che, con il sindaco Aldo Corgiat, sta puntando sull’innovazione, sulle tecnologie e sull’ambiente.

Ma non si tratta di ricerca che guarda ad un futuro lontano. Secondo Giuseppe Caputo, direttore scientifico di Cyanine, sono ormai avviati i contatti per la creazione di un network che si occuperà dell’industrializzazione, in modo da sbarcare sul mercato tra due anni. In realtà i tempi dovrebbero essere decisamente più brevi.

Già dall’estate a Settimo partirà l’applicazione di questi pannelli colorati su alcuni edifici pubblici, sfruttando appunto la presenza maggioritaria del Comune nella start up attraverso la società Pianeta. Inoltre il gruppo Kinexia, quotato in Borsa a Milano e che opera nel settore delle energie rinnovabili, ha già manifestato l’intenzione di investire nello sviluppo di questo progetto fotovoltaico. Ma le aziende interessate sono numerose, anche perché si sta studiando l’applicazione non solo su vetro ma anche su plastica.

Attualmente i pannelli prodotti sperimentalmente sono realizzati in tre colori, a seconda che il materiale sia ottenuto dai mirtilli (azzurro e verde chiaro) o dall’argilla (giallo), con un rendimento di 40 Watt al metro quadrato con la luce solare e di 25 Watt con luce diffusa. La resa effettiva è attualmente pari ad un terzo di quella teorica dei pannelli a silicio ma alla metà della maggior parte di quelli in commercio.

Ma con il vantaggio, per i nuovi pannelli, di poter funzionare tutto il giorno, anche con l’illuminazione assicurata dalle lampade a risparmio energetico. E già in questa condizione, destinata ad essere migliorata prima della messa in commercio, i pannelli possono coprire, in un’abitazione "media" almeno un terzo dei costi energetici. Con il vantaggio di un costo nettamente inferiore rispetto al fotovoltaico in silicio (compreso quello made in China) e con costi di smaltimento quasi nulli.

Fonte: Novambiente - Il Sole 24 Ore