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Vini Doc, vola l’export lombardo in Francia, Germania e Usa

Data di aggiornamento: 25-03-2011
Vola l’export del vino lombardo a denominazione di origine. Nel 2010 - spiega Coldiretti sulla base dei dati diffusi dalla Regione Lombardia - l’estero, in particolare Francia, Germania e Stati Uniti, ha rappresentato un volume d’affari di 184 milioni di euro (con un saldo positivo di +84 milioni di euro rispetto alle importazioni) generato da una superficie a vigneto di oltre 24mila ettari, con più di 40 fra Docg, Doc e Igt.

Le denominazioni di origine rappresentano il 59% della produzione totale, contro una media nazionale del 35%. La Lombardia è al terzo posto in Italia, dopo Piemonte e Toscana, per numero di certificazioni.

“Si tratta di un patrimonio di grande importanza non solo economica, ma anche culturale e ambientale - spiega Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia - che al prossimo Vinitaly che si apre il 7 aprile a Verona saprà raccontare al meglio il nostro territorio. L’origine, anche nel vino, come per tutta la filiera agricola italiana rappresenta un criterio basilare di identificazione e valorizzazione”.

Il vino lombardo rappresenta quasi il 3% della produzione nazionale e può vantare diverse zone di eccellenza, che vengono attraversate da oltre duemila chilometri di percorsi enogastronomici dedicati: dai rossi poderosi frutto della viticoltura “eroica” dei terrazzamenti valtellinesi alle bollicine della Franciacorta e del rosato natuturale Cruasè dell’Oltrepò Pavese, passando per un’ampia gamma di bianchi, chiaretti e rossi unici per bouquet e storia, come i vini del Garda e della Lugana, del Mantovano, della Valcalepio, del San Colombano e della D.O. più piccola d’Italia: il Moscato di Scanzo, senza dimenticare realtà come i consorzi di Botticino, Capriano del Colle, Cellatica.

“La sfida del futuro - ha detto l’Assessore regionale all’Agricoltura Giulio De Capitani durante la presentazione a Milano dello stand lombardo al prossimo Vinitaly - è quella di vini di sempre maggiore qualità e di un’educazione anche delle nuove generazioni al bere consapevole e alla conoscenza della tradizione del vino, che è un pezzo di valore della nostra storia”.

Fonte: AGI/Adnkronos