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Presentati i risultati della Ricerca “Per una Filiera Sostenibile”

Data di aggiornamento: 25-03-2011
La sostenibilità è un valore di riferimento non solo per le imprese ma anche per i consumatori. Ma, intorno al tema, ruotano ancora molte incertezze: poche aziende (29%) hanno familiarità con il concetto di sostenibilità della filiera e solo il 19% dei consumatori ritiene di conoscere adeguatamente il tema.

A tracciare il quadro è la ricerca “Per una Filiera Sostenibile: il punto di vista di imprese e consumatori”, sviluppata dal Laboratorio Pmi - Filiera Sostenibile e condotta da GfK Eurisko.

“L’obiettivo della ricerca è comprendere come la sostenibilità venga integrata dalle aziende nella gestione della filiera e come impatti sulle decisioni di acquisto dei consumatori” ha affermato Ugo Castellano, consigliere Delegato di Fondazione Sodalitas. “È significativo il fatto che la ricerca sia stata promossa da un laboratorio interamente composto da Pmi. Una volta tanto sono le piccole e medie realtà italiane ad essere all’avanguardia in tema di sostenibilità”.

In particolare, tra le imprese non ci sono dubbi: il 58% considera la sostenibilità un valore di riferimento. Nonostante ciò, però, solo in un quarto del campione esiste attualmente un responsabile della Sostenibilità/Csr. Oltre un terzo delle imprese considera molto importante la sostenibilità di filiera. Tuttavia, solo una minoranza (29%) delle imprese dichiara di avere molta familiarità con questo concetto.

Quanto ai consumatori, il 63% ha già sentito parlare di sostenibilità ma la conoscenza della materia è ancora molto superficiale.

L’attenzione alla filiera è giudicata in prospettiva importante per tutte le categorie di prodotto ma in particolare per i prodotti alimentari (71%) e per i detersivi (65%). E, almeno in teoria, la maggioranza dei consumatori (76%) sarebbe disposta a pagare di più per un prodotto garantito in termini di sostenibilità.

I consumatori chiedono un’informazione più completa e affidabile sulla sostenibilità dei prodotti/servizi con riferimento sia agli aspetti ambientali che a quelli sociali: solo il 19% di loro infatti considera soddisfacente l’informazione già oggi disponibile.

Le fonti di informazione considerate più affidabili sono le associazioni dei consumatori (56%) e un ente super partes (40%) peraltro non specificato; bassa invece l’affidabilità riconosciuta ai media (27%) e ad internet in particolare (17%). Alimentari, detersivi, cosmetici ed elettrodomestici sono le 4 categorie di prodotto sulle quali si ritiene particolarmente importante poter disporre di questo tipo di informazione che, secondo la maggioranza del campione (62%), sarà sempre più al centro delle attenzioni dei consumatori nel prossimo futuro.

Fonte: Adnkronos