Informazione economica

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Giovedì 30 Novembre 2023

Ricchezza prodotta a Salerno: lieve incremento complessivo (guadagna una posizione), ottima performance nelle costruzioni (+19,1%)

Nel 2022 la provincia di Salerno, con oltre 19.400 euro di valore medio per abitante di ricchezza prodotta, occupa l’85° posto nella classifica delle province italiane per valore aggiunto pro capite, salendo di una posizione rispetto al 2019.

Rispetto all’ultimo anno, la provincia mostra un incremento del valore aggiunto in linea con l’andamento nazionale (6,8% Salerno rispetto al 6,9% Italia).

Dall’analisi per settori si rileva che la provincia si distingue nelle costruzioni, anche per effetto del superbonus 110%, crescendo nell’ultimo anno del 19,1% (media nazionale 10,4%) ed occupando la seconda posizione nella graduatoria delle province per valore percentuale di crescita di tale settore. Da evidenziare che tutte le province campane rientrano tra le prime 10 della graduatoria nazionale.

Sul fronte dei servizi, la crescita provinciale segue l’andamento nazionale (Salerno: 10,2% e Italia 10,6%), grazie al contributo fondamentale dovuto al ritorno dei flussi turistici ai valori pre-pandemici.

Volgendo lo sguardo agli ultimi quattro anni, si nota una crescita interessante della ricchezza prodotta in provincia (+10,1% rispetto ai livelli pre covid), maggiore di quanto registrato a livello nazionale (è 8,6% l’aumento del valore aggiunto italiano nel periodo dal 2019 al 2022).

Questo in sintesi è quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio partendo dalle elaborazioni dell’Istituto G.Tagliacarne-Unioncamere.


 

Il valore aggiunto è pari al valore del prodotto finale meno il valore dei beni intermedi utilizzati per produrlo.

L’analisi sul valore aggiunto di un territorio consente di misurare l’economia dello stesso. I valori sono espressi in termini correnti, modalità di valutazione che comprende anche l'effetto della variazione dei prezzi.

Ultima modifica: Giovedì 30 Novembre 2023
Lunedì 27 Novembre 2023

Valore aggiunto: Milano prima per valore aggiunto pro-capite da oltre vent’anni

                                 Ma Potenza al top per crescita, +16,4% nel 2022

 

Roma 27 novembre 2023 – Milano resta saldamente in testa alla classifica italiana per valore aggiunto pro-capite da oltre vent’anni, raggiungendo lo scorso anno quota 55.483 euro. Un valore tre volte e mezzo superiore a quello generato da Agrigento (15.665 euro), fanalino di coda e quasi doppio quello della media nazionale (29.703). Tuttavia, complice l’incremento dei prezzi delle materie prime, è stata Potenza la provincia che ha corso di più nel 2022 rispetto al 2021 con un incremento del valore aggiunto del 16,4% contro il 6,9% medio nazionale a prezzi correnti. A livello settoriale crescite a due cifre si rilevano in particolare in corrispondenza delle Costruzioni (10,4%), anche per effetto del superbonus 110%, e dei servizi (+10,6%), mentre l’industria in senso stretto cresce del 9,5%. Guardando al pre-pandemia, solo a Firenze il valore aggiunto prodotto resta ancora sotto i livelli precedenti al Covid segnando un calo del 4,7% nel 2022 rispetto al 2019, ma è in crescita dell’8,8% rispetto al 2021. Mentre allungando l’orizzonte all’ultimo decennio, tra il 2012 e il 2022, a mostrare maggiore vigore sono soprattutto le province più “giovani”, più “industrializzate”, più strutturate e orientate all’export.[1]

 

È quanto emerge dall’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere sul valore aggiunto provinciale del 2022 che è una delle tradizionali attività di misurazione dell’economia dei territori realizzata dal sistema camerale.

 

“L'analisi dei livelli provinciali di sviluppo evidenzia come uno dei fattori di successo e di resilienza anche a livello territoriale sia rappresentato dall'avere più motori di crescita. In particolare, guardando alle performance provinciali due sembrano quelli più rilevanti: un sistema industriale saldo e interconnesso e una capacità di attrare e far crescere la filiera dei servizi collegata al turismo. Lo ha evidenziato il Presidente di Unioncamere Andrea Prete che ha sottolineato “il tutto si è accompagnato al buon andamento dell'edilizia, in parte consistente però legato anche ai provvedimenti di incentivazione. L'apertura ai mercati internazionali si è poi dimostrata un deciso fattore propulsivo. In una fase di rallentamento che interessa l'economia europea dobbiamo perciò valorizzare queste caratteristiche per poter continuare a competere con successo”.

 

Nord e Sud sempre distanti, ma qualcosa si muove

L’articolazione geografica del valore aggiunto mette in risalto le differenze ancora esistenti in termini di valore aggiunto prodotto tra il Nord e il Sud del Paese. La classifica del valore aggiunto pro-capite 2022 è capitanata, infatti, da ben tre province del Nord con Milano in testa (55.483 euro), seguita da Bolzano/Bozen (49.177) e Bologna (41.737). E bisogna scorrere fino al 47esimo posto per trovare la prima provincia appartenente al Mezzogiorno. Mentre le ultime 32 posizioni sono tutte occupate da province meridionali. Ma in soli quattro anni, tra il 2019 e il 2022, diverse province del Sud si sono distinte per avere fatto sensibili passi avanti. Tra le prime dieci province che mostrano avanzamenti più significativi Potenza è migliorata di 20 posizioni, Brindisi e Matera di 7. Ed è ancora Potenza ad essere schizzata al primo posto per crescita del valore aggiunto prodotto tra il 2021 e il 2022 con un + 16,4%, seguita nella top cinque da Bolzano/Bozen (+12,4%), Trento (+11,8%), Matera (+11,5%) e Valle d’Aosta/Vallée d'Aoste (10,9%). (...)

 

[1] Con i termini province più “giovani”, “industrializzate”, strutturate e orientate all’export si intende quell’insieme di 54 province di volta in volta diverso che presentano rispettivamente l’età media della popolazione più bassa, la maggiore quota di valore aggiunto proveniente dall’industria in senso stretto, la dimensione media delle unità locali extra-agricole più elevata e la quota di addetti alle imprese esportatrici sul totale addetti delle imprese extra-agricole più elevata

Ultima modifica: Lunedì 27 Novembre 2023
Lunedì 20 Novembre 2023

La richiesta di lavoratori con competenze green in Italia e a Salerno

Le competenze green, ossia l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale, ricoprono un ruolo rilevante nei desiderata delle imprese italiane, sono richieste come necessarie per oltre 4,2 milioni di posizioni. Nel 2022, il 54,1% delle imprese ha investito in competenze green, in crescita rispetto al 52,5% del 2021. Queste imprese sono anche più dinamiche nel mercato del lavoro, infatti coprono il 71,2% dei contratti attivati nell’anno.

Anche in provincia di Salerno la competenza del risparmio energetico e l’attenzione alla sostenibilità ambientale viene richiesta dalle imprese provinciali al 81,9% delle figure professionali, e per il 44,3% dei casi questa è ritenuta di importanza elevata. Rispetto al valore regionale e nazionale le imprese salernitane hanno meno difficoltà a reperire queste figure con competenze green, il 33,4% al confronto del 36,1% della Campania e al 41,5% Italia.

Esiste una forte connessione delle competenze green con le competenze digitali e le competenze trasversali. In particolare, le competenze green sono considerate necessarie con grado di importanza elevato dal 44% delle imprese salernitane e risultano tra tutte le competenze trasversali esaminate fra i valori più alti richiesti.

Per saperne di più consulta il volume e l'analisi provinciale

Ultima modifica: Venerdì 1 Dicembre 2023
Lunedì 13 Novembre 2023

Previsioni occupazionali in provincia di Salerno nel mese di novembre 2023

In provincia di Salerno nel mese di novembre sono programmate 6.450 entrate e nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024 saranno 18.860; nella regione Campania 34.900, e in Italia complessivamente 431.000. 

La provincia salernitana segnala nel mese di novembre un incremento nelle entrate, +17,7% rispetto a novembre 2022, e un +10% prendendo a riferimento l’intero trimestre, maggiore di quella nazionale (12,6% sul mese e +8,4% nel trimestre). 

L’incremento si registra in tutti i settori, sia quello dell’industria che quello dei servizi, rispettivamente +3,2% e +23,4%. Si confermano trainanti, come nell’andamento nazionale, il commercio che offre le maggiori opportunità con 1.190 contratti nel mese e 3.170 nel trimestre (+32% rispetto a novembre 2022 nel mese +21,9% nel trimestre) e il turismo che programma 1.050 ingressi nel mese (+59% rispetto al 2022) e 2.680 nel trimestre (+25,8% in confronto a un anno fa). 

Si riscontra un lieve decremento nella difficoltà di reperimento, in 37 casi su 100 le imprese prevedono che sarà arduo trovare i profili desiderati, nel mese di novembre del 2022 erano 40 su 100; quota di difficoltà di reperimento minore del trend nazionale, che riguarda invece il 48,5% delle entrate previste. 

Anche la domanda delle imprese rivolta ai giovani pari al 32% degli ingressi rispetto al 33% del novembre 2022 mostra un punto percentuale in meno rispetto allo scorso anno.

Nel complesso nel mese di novembre:
- le entrate previste si concentreranno per il 75% nel settore dei servizi e per il 73% nelle imprese con meno di 50 dipendenti;
- nel 22% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 78% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita);
- il 15% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (19%);
- il 12% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato;
- le tre figure professionali più richieste concentreranno il 36% delle entrate complessive previste. 

E’ la sintesi di quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere e ANPAL, che offre un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi.

Maggiori informazioni nei file allegati. 

Ultima modifica: Lunedì 13 Novembre 2023
Lunedì 13 Novembre 2023

Lavoro: 430mila assunzioni previste dalle imprese italiane a novembre

 +48mila rispetto a un anno fa (+12,6%)

Positive le previsioni soprattutto per turismo e commercio 

 

 

Roma,  13 novembre 2023 – Sono 430mila le assunzioni previste dalle imprese per il mese di novembre e 1,3 milioni quelle per il trimestre novembre-gennaio, con un incremento rispetto allo scorso anno del +12,6% (+48mila assunzioni) nel mese e del +8,4% (+101mila assunzioni) nel trimestre. Positiva soprattutto la dinamica del turismo con 66mila entrate nel mese (+14mila rispetto a 12 mesi fa; +28,3%) e del commercio, con 68mila assunzioni a novembre (+8mila; +13,2%). A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal[1].

A novembre, i servizi segnalano 299mila assunzioni nel mese (+14,3% rispetto 12 mesi fa) e 900mila nel trimestre novembre-gennaio (+9,3% rispetto all’analogo trimestre 2022). A tenere alta la domanda di lavoro, oltre a turismo e commercio, si segnalano i servizi alle persone con 50mila assunzioni nel mese (+5mila; +10,4% in confronto a un anno fa). Più contenuta la dinamica dell’industria che programma nel suo complesso 131mila assunzioni nel mese e 400mila per il trimestre novembre-gennaio, in aumento tendenziale rispettivamente del +8,8% e del 6,4%, sostenuta soprattutto dalla meccatronica, con 23mila lavoratori ricercati (+3mila, +13,2%), e sistema moda, con 11mila entrate (+3mila, +28,5%). Buona tenuta anche delle costruzioni che programmano 45mila entrate nel mese (+4mila; +10,7% rispetto a novembre 2022).

I contratti a tempo determinato sono la forma maggiormente proposta con circa 228mila unità, pari al 52,9% del totale a cui seguono i contratti a tempo indeterminato (93mila unità, 21,7%). Rispetto a novembre 2022, i dati di questo mese mostrano (in termini percentuali) un incremento dei contratti a tempo indeterminato. A novembre 2023 rappresentano il 21,7% mentre l'anno scorso erano il 20,2%. Sempre in quota percentuale, il tempo determinato aumenta lievemente, passando dal 52,6% di novembre 2022 al 52,9%. Anche rispetto ad ottobre 2023, Excelsior registra un incremento del tempo indeterminato (a ottobre scorso pari al 21% delle entrate previste) e una diminuzione del tempo determinato (il mese scorso pari al 54%). 

Si conferma elevato il mismatch tra domanda e offerta di lavoro che interessa il 48,5% delle assunzioni che equivalgono a circa 209mila profili dei 430mila ricercati, soprattutto a causa della mancanza di candidati. Questo indicatore sulla difficoltà di reperimento del personale a novembre risulta leggermente inferiore rispetto al mese precedente (51,0% ad ottobre), ma comunque in crescita di 2 punti percentuali rispetto a un anno fa. Il Borsino delle professioni di Excelsior riporta tra le figure professionali pressoché introvabili gli operai specializzati del tessile e dell'abbigliamento (sono difficili da reperire l’80,8% dei profili ricercati), gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (74,5%), i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (71,9%) e i fabbri ferrai costruttori di utensili (70,8%).

Aumenta più della media (+21,1%, +15mila rispetto allo stesso periodo del 2022) la domanda di lavoratori immigrati che riguarda 88mila contratti programmati nel mese, pari al 20,5% del totale delle entrate. I settori che intendono ricorrere maggiormente alla manodopera straniera sono i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (il 33,7% degli ingressi programmati dovrebbe essere coperto da personale immigrato), i servizi operativi di supporto a imprese e persone (31,2%), i servizi di alloggio e ristorazione (23,1%), la metallurgia (22,7%) e le costruzioni (21,8%).

Sono le imprese del Nord Ovest a presentare le maggiori opportunità lavorative (136mila entrate nel mese e 418mila nel trimestre), seguono Sud e Isole (rispettivamente 108mila e 315mila), Nord Est (96mila e 302mila) e Centro (89mila e 268mila). A livello regionale, le prospettive positive del turismo conducono a previsioni di assunzione in crescita per il trimestre novembre-gennaio per il Lazio (+20.750 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente), seguito da Lombardia (+19.980), Campania (15.680) e Toscana (+10.880).

Ultima modifica: Lunedì 13 Novembre 2023
Lunedì 13 Novembre 2023

Al via la dodicesima indagine Excelsior, periodo gennaio/marzo 2024

Al via la dodicesima indagine del Progetto Excelsior, realizzata da Unioncamere e ANPAL al fine di indagare le previsioni di assunzione e i fabbisogni professionali delle imprese per il trimestre gennaio/marzo 2024.

Le imprese coinvolte hanno tempo fino al 24 novembre per rispondere al questionario ricevuto via email.

Qui puoi consultare i risultati delle precedenti rilevazioni https://www.sa.camcom.it/informazione-economica/sistema-informativo-excelsior

#sistemaexcelsior

Ultima modifica: Lunedì 13 Novembre 2023
Martedì 7 Novembre 2023

Workshop "Azioni a sostegno delle imprese campane del comparto vinicolo ed oleario" - 23/11 ore 10.00

La Camera di Commercio Irpinia Sannio ed Unioncamere Campania, nell’ambito delle attività della rete Enterprise Europe Network, il 23 novembre alle ore 10.00 organizzano presso la sede camerale di Piazza Duomo ad Avellino un workshop in presenza nel quale gli operatori del vino e dell'olio si potranno confrontare con esperti per individuare nuove strategie imprenditoriali e commerciali.

L'evento proporrà una presentazione, a cura del Laboratorio Chimico Camera di Commercio di Torino, dedicata alla corretta presentazione dei prodotti sul mercato e gli aggiornamenti normativi comunitari e nazionali, con un focus dedicato all’applicazione del D. Lgs 116/2020 relativo all’etichettatura.

Successivamente si affronteranno con gli esperti dell’Incubatore SEI alcune riflessioni sull’innovazione e sui servizi finanziari avanzati a favore del settore, seguite poi da una presentazione, da parte del Brandon Group, sulle opportunità e sul funzionamento dei marketplace. L'incontro terminerà con una panoramica sui servizi camerali dedicati.

Le imprese potranno prenotare un appuntamento online gratuito con gli esperti dello Sportello Etichettatura per ricevere assistenza personalizzata su quesiti specifici. https://www.portale-etichettatura.lab-to.camcom.it/

Le imprese interessate a partecipare sono invitate ad effettuare una valutazione sulla propensione all'export attraverso il sistema “CHECK-UP INTERNAZIONALIZZAZIONE” di Unioncamere Campania. https://een.unioncamerecampania.it/

In base ai risultati, sarà offerta la possibilità di accedere ad una gamma di servizi personalizzati e alla banca dati nella disponibilità di Unioncamere Campania dei distributori nazionali e internazionali di settore per trovare il giusto partner commerciale

Programma
23 Novembre 2023 ore 10.00 - Piazza Duomo 5 - 83100 Avellino

10:00 Indirizzi di saluto
• Girolamo Pettrone, Commissario Camera di Commercio Irpinia Sannio
10:15 Introduzione ai lavori e servizi Enterprise Europe Network
• Simone Sparano, Unioncamere Campania - Enterprise Europe Network
10:30 Etichettatura -Stato dell’arte e novità per il settore oleario e vitivinicolo
• Cristina Giovannini Luca, Laboratorio Chimico CCIAA di Torino
11:30 Come innovare business tradizionali
• Marco Meola, Incubatore SEI s.r.l.
11.45 Finanza Innovativa: crowdfunding e minibond
• Vincenzo Vitale, CEO Incubatore SEI s.r.l.
12:00 I marketplace, nuovi modi di commercializzare il vino e l’olio: come funzionano e come ci si opera.
• Gabriella Incarnato, Head of Brand Partnerships - Brandon Group
12:30 I servizi della Camera di Commercio a supporto della filiera
• Antonello Murru, Camera di Commercio Irpinia Sannio
13:00 Conclusione dei lavori e networking lunch

per iscriversi : Azioni a sostegno delle imprese campane del comparto vinicolo ed oleario (google.com)

Ultima modifica: Martedì 7 Novembre 2023
Giovedì 2 Novembre 2023

Unioncamere Economia&Imprese - 9/2023

È disponibile il nono numero del 2023 del magazine delle Camere di commercio italiane “Unioncamere Economia & Imprese”, il giornale digitale con articoli e contenuti sulle attività di Unioncamere e delle Camere di commercio.
Il tema dell'articolo di apertura è dedicato al titolare effettivo che approda nel Registro delle Imprese: si completa così il quadro disegnato dalla direttiva europea sull’antiriciclaggio e si aggiunge un tassello fondamentale al mosaico della trasparenza in Italia, rafforzando il ruolo del sistema camerale come interlocutore istituzionale per la garanzia del mercato. L’Italia si aggiunge così ai Paesi europei che hanno dato attuazione alla direttiva (EU) 2015/849, completando un quadro normativo che mira, da un lato, a favorire un contesto più trasparente per le operazioni commerciali e, dall’altro, a migliorare l’azione di lotta ai fenomeni di criminalità economica.
Si parla poi dei risultati di OK Open Knowledge, il progetto sugli open data delle aziende confiscate alle mafie, finanziato dal PON Legalità 2014-2020 del ministero dell’Interno e realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANBSC, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.. Un bilancio che conta 30 eventi territoriali organizzati dalle Camere di commercio, 1.421 enti locali e nazionali coinvolti, 15 laboratori tematici e altrettanti documenti di analisi provinciali relative alle caratteristiche delle aziende confiscate.
A seguire, l'articolo dedicato a Mirabilia 2023, evento svoltosi a Lipari (Me): la Borsa del turismo culturale e a Food&Drink hanno fatto registrare 3mila incontri B2B tra 103 buyers provenienti da paesi europei ed extraeuropei e oltre 170 sellers. L’evento è stato organizzato dalla Camera di commercio di Messina, congiuntamente all’associazione Mirabilia Network.
Altro argomento trattato nel nuovo numero del giornale sono i dati relativi alle presenze turistiche nel nostro paese nell’estate 2023: in crescita le presenze nelle strutture ricettive e gli arrivi degli stranieri. Emerge dallo studio Enit condotto da Unioncamere con il supporto tecnico di Isnart, presentato l’11 ottobre al TTG Travel Experience di Rimini.
Tra gli argomenti affrontati nelle pagine successive c’è la partenza della nuova edizione del “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”, il roadshow promosso da Unioncamere con il diretto coinvolgimento dei Comitati per l’Imprenditoria femminile, ora inserito nel “Piano Nazionale dell’Imprenditoria femminile”, progetto del ministero delle Imprese e del Made in Italy e finanziato dall’UE con le risorse del Next Generation EU che Invitalia - soggetto gestore - realizza in collaborazione con Unioncamere.
E molto altro ancora...


Buona lettura!
 
Il magazine è disponibile in allegato e nella pagina dedicata del sito Unioncamere, dove é possibile sfogliare anche i numeri precedenti.
Unioncamere Economia & Imprese - n.9/2023 (versione sfogliabile) (versione scaricabile)

Ultima modifica: Giovedì 2 Novembre 2023
Venerdì 27 Ottobre 2023

Previsioni: per una impresa italiana su 4 business in crescita nel 2024

Tra il 2023 e il 2025, il 41% delle imprese investirà nel digitale e il 46% nel green

 

Torino, 27 ottobre 2023 – Il quadro internazionale è decisamente complesso ma per un quarto delle imprese italiane gli affari cresceranno nel 2024 mentre per la maggior parte rimarranno stabili. E’ quanto rivela un sondaggio Ipsos-Unioncamere-Tagliacarne, diffuso oggi in occasione della Conferenza internazionale in corso a Torino. L’appuntamento, organizzato da Unioncamere in collaborazione con la Camera di commercio di Torino, fa il punto su criticità e sfide con cui si deve confrontare il sistema produttivo nazionale. 

E il primo passo è proprio capire quale sia il sentiment degli imprenditori: 6 su 10 ritengono che nei prossimi 12 mesi la situazione resterà stabile per chi fa impresa; per quasi il 25% invece migliorerà molto o almeno un po’. La quota dei pessimisti, quindi è prossima al 18%, in discesa rispetto allo scorso anno quando era pari al 42%. Certo non tutto il Paese mantiene questo profilo. Le aziende del Nord mostrano infatti maggior ottimismo per il prossimo futuro rispetto a quelle del Mezzogiorno e del Centro Italia (al Nord gli ottimisti o i “neutrali” sono l’85% mentre al Sud tale quota scende all’81% e al Centro al 77%). La manifattura e i servizi contano inoltre le quote più elevate di imprese che propendono per una stabilità dell’andamento aziendale nei prossimi mesi o in un suo miglioramento, rispetto al commercio. 

La mancanza di certezze è ormai un elemento strutturale a livello globale ma gli italiani sono abituati a lavorare di creatività. Già dopo lo scoppio della guerra Russo-Ucraina abbiamo mostrato una grande capacità di flessibilità e di resilienza. Ed ora faremo altrettanto”, ha detto il presidente di UnioncamereAndrea Prete. Digitale e green spingono la fiducia delle imprese sul futuro, ha aggiunto. “Tra il 2023 e il 2025, Il 41% delle imprese (5-499 addetti) pensa di investire nella transizione digitale e il 46% nella transizione green. Anche per questo le aziende che prevedono un miglioramento del proprio business sono più numerose rispetto a quelle che ne stimano un peggioramento (24% contro 18%)”.  La burocrazia elefantiaca, inoltre, è un vincolo che occorre rimuovere. Secondo il presidente di Unioncamere “bisogna semplificare tutte quelle procedure che ancora oggi frenano il fare impresa in Italia e che sono vissute come un fardello troppo pesante soprattutto dai più giovani che vogliono mettersi in proprio: ben 7 imprese under 35 su 10 vedono nella burocrazia l’ostacolo maggiore all’utilizzo delle risorse del PNRR”.

Le incognite del contesto a livello mondiale sono notevoli. I dati presentati all’incontro, frutto di elaborazioni di Unioncamere e Centro studi Tagliacarne sulla base delle principali fonti nazionali e internazionali, mostrano che il commercio mondiale, in crescita da circa 20 anni, ha probabilmente raggiunto il suo tetto: l’export mondiale di beni e servizi è infatti costantemente prossimo al 30% del Pil. E questo mentre le dinamiche della globalizzazione stanno progressivamente modificando il quadro internazionale con una crescita delle politiche protezionistiche (nei primi nove mesi del 2023, per ogni intervento di liberalizzazione ce ne sono stati 4 di protezionismo: 600 contro 2.400), l’affermazione nelle strategie aziendali del near e del reshoring con il conseguente accorciamento delle catene globali del valore, e la ricerca da parte dei Paesi di una autonomia strategica (in termini di energia e materie prime pregiate) che ha portato, ad esempio, l’Unione europea a ridurre la dipendenza dai Paesi extra-Ue al 65% delle proprie forniture. 

Di fronte a questo contesto, le sfide a livello europeo e italiano sono molteplici. Diventa prioritario accelerare sul fronte degli investimenti (che in Europa sono cresciuti in media solo del 3,6% l’anno nell’ultimo decennio, a fronte del 7,2% della Cina, del 6,5% dei Paesi dell’Asia emergente e del 5,5% degli Usa) e, in casa nostra, sul fronte dell’utilizzo dei fondi comunitari (di quelli programmati per il 2014-2020, ne sono stati utilizzati solo i due terzi), anche facilitandone l’accesso alle imprese che, come rivela una ricerca di Unioncamere, in un caso su due lamentano una eccessiva complessità degli adempimenti e richiedono supporto ed assistenza (questi i bisogni espressi rispettivamente dal 19 e 18% delle aziende).

Restando in Italia, i progressi sul fronte dell’innovazione si fanno comunque vedere. 

Per quanto riguarda la sostenibilità, una impresa su 4 ha investito in tecnologie green a basso impatto ambientale (ma il 15% ritiene che le risorse economiche siano insufficienti a superare questa sfida e il 5,2% lamenta costi troppo elevati delle materie prime verdi). 

Cresce anche l’adozione del digital lending da parte di soggetti finanziari non bancari. Nella classifica a livello di G7, l’Italia è al terzo posto, dopo Stati Uniti e Regno Unito, per prestiti concessi da soggetti non bancari, con 1,9 miliardi di dollari.

Ultima modifica: Venerdì 27 Ottobre 2023
Lunedì 2 Ottobre 2023

Unioncamere Economia & Imprese - nr.8/2023

È disponibile l’ottavo numero del 2023 del magazine delle Camere di commercio italiane “Unioncamere Economia & Imprese”, il giornale digitale con articoli e contenuti sulle attività di Unioncamere e delle Camere di commercio.

Il tema dell'articolo di apertura è dedicato al Servizio Nuove Imprese, la piattaforma di Unioncamere che offre orientamento e informazioni per accompagnare - con servizi in presenza e online - gli aspiranti imprenditori. A disposizione di chi è intenzionato a mettersi in proprio ci sono i contatti con gli sportelli territoriali attivati presso le Camere di commercio, due test di autovalutazione, i programmi dei seminari di orientamento relativi a specifiche attività (impresa femminile, migranti, startup innovative, imprese sociali) e molto altro ancora. Nell’articolo si fa inoltre il punto della situazione sulle startup italiane, sulla base dei dati forniti dal Registro delle imprese.

Si parla poi di imprese familiari e della loro difficoltà a reperire sul mercato profili professionali con le competenze adeguate, sulla base del quadro delineato dal rapporto “Strategie e politiche di formazione nelle imprese familiari”. Realizzato da ASFOR, Centro Studi Tagliacarne e CUOA Business School, il report è stato presentato nei giorni scorsi presso la sede di Unioncamere.

A seguire, l'articolo dedicato alla firma digitale, che ha fatto registrare un aumento significativo nei primi otto mesi dell’anno. L’impegno costante delle Camere di commercio per migliorare e semplificare i servizi offerti alle imprese ha portato fin dal 2020 a potenziare e ampliare il servizio di rilascio dell’identità digitale e della firma digitale ID InfoCamere.

Altro argomento trattato nel nuovo numero del giornale è la riflessione condivisa dai partecipanti a “Il senso del lavoro oggi”, recente evento svoltosi ad Unioncamere, coorganizzato con la Fondazione per la sussidiarietà. Il lavoro e la sua percezione sono profondamente cambiati e sono stati oggetto, negli ultimi anni, di un’autentica rivoluzione, spinta indubbiamente dalla tecnologia ma non solo.
Tra gli argomenti affrontati nelle pagine successive c’è Agrifood Future, la cinque giorni sul futuro dell’agroalimentare (organizzata dalla Camera di commercio di Salerno in collaborazione con Unioncamere), nell’ambito della quale si è svolta, tra l’altro, la Summer School Foodsystem 5.0. Si è trattato della prima tappa del PID Study Tour, percorso formativo esperienziale e di coprogettazione rivolto al personale dei Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio.

E molto altro ancora...
Buona lettura!

 

Il magazine è disponibile in allegato e nella pagina dedicata del sito Unioncamere, dove é possibile sfogliare anche i numeri precedenti.

Unioncamere Economia & Imprese - n.8/2023 (versione sfogliabile) (versione scaricabile)

Ultima modifica: Lunedì 2 Ottobre 2023