Informazione economica

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Lunedì 18 Marzo 2024

Lavoro: oltre 447mila assunzioni previste dalle imprese italiane a marzo

Positive le previsioni per turismo, commercio, servizi alle persone 

e costruzioni; in flessione il manifatturiero

Roma, 18 marzo 2024 – Sono oltre 447mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di marzo e sono circa 1,4 milioni quelli previsti per il trimestre marzo-maggio, con un incremento di quasi 30mila unità rispetto a marzo 2023 (+7,1%) e circa 112mila unità sullo stesso trimestre 2023 (+8,7%). In crescita le previsioni di entrata nei settori dei servizi (+10,5% nel mese e +11,4% nel trimestre), grazie in particolare agli andamenti attesi da turismo (+16% nel mese e +14,3% nel trimestre) e commercio (+14,6% nel mese e +17,2% nel trimestre). Positivi i flussi programmati dalle imprese delle costruzioni (+2,7% rispetto a marzo 2023 e +7,4% rispetto al corrispondente trimestre) anche se va segnalata una flessione dell’1,5% rispetto al mese di febbraio 2024. Indicazioni più incerte provengono, infine, dalle imprese manifatturiere che a marzo segnalano una contrazione delle assunzioni rispetto allo stesso mese del 2023 (-1,6%) e timidi segnali di crescita nel trimestre (+0,2%). A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali[1].

Tra i settori manifatturieri, che complessivamente ricercano oltre 85mila lavoratori nel mese e 249mila nel trimestre, le maggiori opportunità di lavoro riguardano le industrie della meccatronica con circa 23mila lavoratori nel mese e 66mila nel trimestre, seguite dalle industrie metallurgiche (rispettivamente 18mila e poco più di 50mila) e da quelle alimentari (11mila e 33mila). Sono 49mila i contratti di assunzione programmati nelle costruzioni a marzo e 146mila fino a maggio. Nel terziario sono circa 313mila i contratti di lavoro che le imprese intendono attivare a marzo e oltre 992mila quelli previsti nel trimestre marzo-maggio. Il turismo sta offrendo le maggiori opportunità di impiego con circa 82mila lavoratori ricercati nel mese e 299mila nel trimestre, seguito da commercio (rispettivamente 65mila e 194mila entrate) e servizi alle persone[2] (49mila e 154mila).

Ancora elevata, sebbene in leggera flessione rispetto a febbraio, la quota di assunzioni di difficile reperimento, pari al 47,8% del totale, soprattutto a causa della mancanza di candidati per ricoprire le posizioni lavorative aperte. I profili più difficili da trovare nel mercato del lavoro riguardano gli operai specializzati (64,6%), gli operai conduttori di impianti (54,3%) e i tecnici (54,2%).

Le assunzioni che le imprese prevedono di ricoprire ricorrendo a immigrati riguardano 85mila unità (pari al 19,1% delle entrate complessive), con un incremento del 8,5% rispetto a quanto previsto a marzo 2023. Dichiarano di voler ricorrere maggiormente a manodopera straniera le imprese dei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (33,7%), dei trasporti - logistica (28,4%) e delle costruzioni (25,2%). 

Anche a marzo, il flusso delle assunzioni è caratterizzato da una prevalenza di contratti a tempo determinato (239unità; 53,4% del totale), seguono i contratti a tempo indeterminato (91mila; 20,4%) e quelli in somministrazione (41mila; 9,2%). 

Sotto il profilo territoriale è da sottolineare l’elevato mismatch riscontrato dalle imprese nel Nord est per cui sono difficili da reperire circa il 52,9% dei profili ricercati con punte del 57,1% per il Friuli-Venezia Giulia. Le imprese del Nord ovest segnalano difficoltà a reperire il 47,9% dei profili ricercati, seguite dalle imprese del Centro (45,9%) e da quelle del Mezzogiorno d’Italia (44,5%).

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Ultima modifica: Lunedì 18 Marzo 2024
Lunedì 11 Marzo 2024

2024-2028: Lombardia, Lazio, Campania, Emilia-Romagna e Veneto le regioni che avranno bisogno di più lavoratori

A livello nazionale serviranno tra 3,1 e 3,6 milioni di occupati

Le difficoltà di reperimento del personale costano all’Italia quasi 44 miliardi 

Roma, 11 marzo 2024 – Tra il 2024 e il 2028 il mercato del lavoro italiano potrà esprimere un fabbisogno compreso tra 3,1 e 3,6 milioni di occupati, a seconda dello scenario macroeconomico considerato. Infatti, lo stock occupazionale 2023 potrebbe crescere nel quinquennio da un minimo di 238mila unità nello scenario negativo fino a un massimo di 722mila occupati in un contesto più favorevole. 

In Lombardia - con un fabbisogno atteso pari a 669mila occupati nello scenario positivo – si concentrerà oltre il 18% dell’intera domanda nazionale, seguita da Lazio (356mila unità pari al 9,8%), Campania (320mila unità, 8,8%), Emilia-Romagna (306mila unità, 8,4%) e Veneto (302mila unità, 8,3%).[1]

Sulle previsioni inciderà, evidentemente, l’effettivo impatto delle risorse stanziate con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Le necessità di sostituzione dei lavoratori in uscita dal mercato del lavoro determineranno la gran parte del fabbisogno, 2,9 milioni di unità nel quinquennio, pari ad una quota dell’80% nello scenario positivo e del 92% in quello negativo.

E’ quanto emerge dal report sulle “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine” aggiornato al quinquennio 2024-2028, elaborato nell’ambito del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro

“La riduzione del mismatch tra domanda e offerta di lavoro rappresenta una delle priorità di politica economica da affrontare in questo momento”, sottolinea il presidente di UnioncamereAndrea Prete. “I costi derivanti dal minor valore aggiunto che sarà possibile produrre nei diversi settori economici a causa del ritardato o mancato inserimento nelle imprese dei profili professionali necessari stanno infatti aumentando proprio a causa del progressivo innalzamento della difficoltà di reperire personale. La stima per il 2023 del costo del mismatch è di 43,9 miliardi, cifra corrispondente a circa il 2,5% del Prodotto interno lordo italiano. Per invertire il trend, che ha tante ragioni d’essere, a cominciare dall’andamento demografico, si deve lavorare sempre di più sul fronte dell’orientamento e avvicinare i percorsi formativi alle grandi trasformazioni in atto”.

Nel 2024-2028, per l’insieme dei settori privati e pubblici, circa il 41% del fabbisogno complessivo interesserà dirigenti, specialisti e tecnici (tra 1,3 e 1,5 milioni di unità); mentre le professioni commerciali e dei servizi assorbiranno il 19% del fabbisogno totale, gli impiegati il 15%, gli operai specializzati l’11% e i conduttori di impianti il 6%. Rispetto all'attuale struttura professionale saranno perciò destinate a crescere le professioni specialistiche e tecniche, ma anche quelle impiegatizie (per effetto della domanda della PA), mentre continueranno a diminuire operai specializzati e conduttori di impianti.

Circa il 38% del fabbisogno occupazionale del quinquennio riguarderà professioni con una formazione terziaria (laurea, diploma ITS Academy o AFAM), il 4% profili con un diploma liceale e il 46% personale in possesso di una formazione secondaria di secondo grado tecnico-professionale (diplomi quinquennali e IeFP quadriennali o triennali). 

In particolare, nell’istruzione terziaria sarà elevato il fabbisogno di persone con un titolo in ambito STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), che determinerà un significativo mismatch rispetto alla presenza di giovani in possesso di questo tipo di formazione che faranno ingresso nel mercato del lavoro. Per l’insieme dei percorsi STEM potrebbero mancare, infatti, ogni anno tra 8mila e 17mila giovani. Per quanto riguarda gli altri indirizzi, è attesa una carenza di offerta per l’indirizzo insegnamento e formazione (mancheranno tra 9mila e 12mila giovani), economico-statistico (5-11mila) e medico-sanitario (circa 7mila). 

Anche per la formazione secondaria di tipo tecnico-professionale è prevista una carenza di offerta, che riguarderà sia i percorsi quinquennali (mancheranno tra 13mila e 42mila giovani all’anno) sia quelli di Istruzione e Formazione Professionale (con un’offerta in grado di coprire poco più della metà dei fabbisogni). 

I macro trend delle transizioni green e digitale incideranno sulla domanda di personale portando sia ad un innalzamento delle competenze verdi e digitali richieste sia alla nascita di nuove figure professionali. Si stima che tra il 2024 e il 2028 il possesso di competenze green verrà domandato con importanza almeno intermedia ad oltre 2,3 milioni di lavoratori (quasi i due terzi del fabbisogno del quinquennio) e le competenze digitali a 2,1 milioni di occupati (oltre il 58% del fabbisogno totale).

Ultima modifica: Lunedì 11 Marzo 2024
Giovedì 7 Marzo 2024

Imprese femminili: sono 1 milione e 325mila nel 2023, il 22,2% del totale

Sono 1 milione e 325mila le imprese femminili registrate in Italia, il 22,2% del totale del tessuto produttivo nazionale. Il 2023 segna una battuta d’arresto nella crescita delle imprese guidate da donne, ma non interrompe “l’invasione” dell’universo femminile in settori tradizionalmente “maschili”, soprattutto in quelli a maggior contenuto di conoscenza. E pur restando contraddistinto dalla piccola dimensione, dalla minor produttività e da una maggior fragilità che si riflette nella minore “speranza di vita”, il mondo dell’impresa al femminile fa passi avanti sul fronte del rafforzamento della struttura imprenditoriale. Resta inoltre un approdo importante per molte giovani e risulta particolarmente diffuso nel Mezzogiorno, offrendo così a tante donne un’opportunità concreta di impegno e di crescita professionale.

Questi alcuni degli elementi che emergono dalla lettura dei dati dell’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere, realizzato con il supporto di SiCamera e Centro studi Tagliacarne.

I dati saranno presentati domani a Lecce e Pisa, nelle tappe del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa, il roadshow promosso da Unioncamere con il diretto coinvolgimento dei Comitati per l’imprenditoria femminile delle Camere di commercio. Il Giro d’Italia, che domani tocca due tappe del 2024 (dopo quelle di Padova e Terni), è ora inserito nel “Piano Nazionale dell’Imprenditoria femminile”, progetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e finanziato dall’Unione europea con le risorse del Next Generation EU che Invitalia – soggetto gestore – realizza in collaborazione con Unioncamere.

“Le imprese femminili sono una realtà importante e consolidata del sistema produttivo italiano”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Un universo che ha le carte in regola per continuare a crescere e rafforzarsi, anche grazie alle risorse messe in campo dal Mimit”. 

Ultima modifica: Giovedì 7 Marzo 2024
Venerdì 1 Marzo 2024

L’Ufficio di Presidenza ricevuto al Quirinale nel nuovo numero di Unioncamere Economia & Imprese

È disponibile il numero 2 del 2024 del magazine delle Camere di commercio italiane “Unioncamere Economia & Imprese”, il giornale digitale con articoli e contenuti sulle attività di Unioncamere e delle Camere di commercio. 

L'articolo di apertura è dedicato alla notizia dell’Ufficio di Presidenza di Unioncamere che il 22 febbraio è stato ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È stata l’occasione per presentare le iniziative e gli obiettivi del sistema camerale, facendo il punto sul lavoro svolto dalle Camere di commercio italiane, sul loro impegno nell’attuazione del PNRR, nel supporto alle imprese per la doppia transizione – energetica e digitale – l’internazionalizzazione, il mercato del lavoro.

Si parla poi delle attività avviate da Unioncamere a partire dal 2021 - con l’assistenza di Dintec – relative alle comunità energetiche rinnovabili (CER): attività di informazione e sostegno alle micro, piccole e medie imprese, ulteriormente implementate grazie alla progettualità di sistema del Fondo di Perequazione, a cui hanno aderito 20 Camere di commercio e otto Unioni regionali. Un’iniziativa che risponde all’urgente necessità di ridurre le emissioni di gas serra e mitigare i cambiamenti climatici. Il 26 febbraio è partito dalla CdC di Bologna il roadshow dedicato proprio alle comunità energetiche rinnovabili.

Sempre in tema di CER, si parla poi dell’iniziativa della Camera di commercio di Arezzo-Siena che, assieme alle altre Camere della Toscana e all’Unione regionale, ha avviato dal 2023 il progetto “Transizione energetica”. Per aiutare le imprese e gli stakeholder ad orientarsi nel complesso quadro della transizione ecologica e dell’efficientamento energetico, è nato il servizio informativo Sportello Energia.

Anche Unioncamere Emilia Romagna e le Camere di commercio della regione hanno attivato numerose iniziative per supportare imprese, cittadini, comuni e associazioni di categoria nel loro percorso verso la transizione energetica. Tra i vari progetti messi in campo, hanno avviato dei desk informativi, con incontri ristretti, per aiutare le imprese e gli altri attori del territorio a confrontarsi con esperti tecnici.

A seguire, l’articolo dedicato a “Identitalia. The Iconic Italian Brands”, la mostra inaugurata il 13 febbraio, promossa dal ministero delle Imprese e del Made in Italy in partenariato con Unioncamere per celebrare i 140 anni dell’Ufficio italiano brevetti attraverso alcune espressioni di maggior successo del Made in Italy., a cui partecipano 100 imprese e 113 marchi.
E molto altro ancora… Buona lettura!
 
Il magazine è disponibile in allegato e nella pagina dedicata del sito Unioncamere, dove é possibile sfogliare anche i numeri precedenti.
Unioncamere Economia & Imprese - n.02/2024 (versione sfogliabile) (versione scaricabile)

Ultima modifica: Venerdì 1 Marzo 2024
Giovedì 22 Febbraio 2024

Garanzia IN - Sostegno della Regione Campania per assunzioni lavoratori diversamente abili

Garanzia IN. - Nuove opportunità per le Imprese in Regione Campania

Spazio Lavoro-Salerno prosegue la propria azione quotidiana, a sostegno delle imprese del territorio, erogando gratuitamente servizi di recruiting, di consulenza su incentivi occupazionali e contratti di lavoro.

Nell’ambito dei servizi informativi garantiti dallo sportello Spazio Lavoro, è stata elaborata una scheda sintetica inerente Garanzia IN- II Fase, intervento della Regione Campania a sostegno dell’inserimento lavorativo dei disabili che prevede quattro differenti misure:

  • sostegno all’Autoimprenditorialità con € 25mila pro-capite a fondo perduto;
  • finanziamento di Tirocini, con € 800 mensili per max 12 mesi;
  • contributi per l’adattamento del posto di lavoro (max € 5000 pro-capite) per il rimborso forfetario parziale di spese per accomodamenti ragionevoli;
  • voucher formativo (max € 1000 di importo) per l’erogazione di un insieme di servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro.

È possibile contattare Spazio Lavoro per chiedere maggiori informazioni su Garanzia IN, ma anche per avere una consulenza sui principali incentivi occupazionali vigenti (si veda in proposito la brochure incentivi a cura dello sportello Spazio Lavoro).

Inoltre, si può contattare Spazio Lavoro per attivare i servizi di recruiting o per fissare un appuntamento.

Ultima modifica: Giovedì 22 Febbraio 2024
Giovedì 22 Febbraio 2024

La trasformazione digitale delle imprese in provincia di Salerno - Anno 2023

Nel 2023 il 68,1% delle imprese della provincia di Salerno ha dichiarato di aver investito nella trasformazione digitale, a fronte del 66,5% rilevato nel periodo 2018-2022. Anche in ambito regionale sono in aumento le imprese che hanno investito nel digitale, mentre sostanzialmente stabile il dato nazionale (Campania 65,6% e Italia 66,2%) rispetto al 2018-2022 (Campania 63,7% e Italia 65,6%).

Analizzando i dati annuali, l’accelerazione degli investimenti digitali del sistema produttivo della provincia di Salerno risulta ancora più evidente e recupera il calo registrato nel 2022 (era nel 2022: 62,7% e nel 2021: 67,4%). Inoltre, la provincia conquista la prima posizione in ambito regionale per quota di investimenti digitali, atteso che le altre province campane, al contrario, risultano ridimensionarsi nel 2023, dopo la crescita registrata nell’anno precedente.

Per quanto riguarda gli investimenti in tecnologie, il 43% delle imprese che hanno investito dichiara di averlo fatto in maniera strategica in sicurezza informatica (quota al 35% nel periodo precedente) e il 42% in internet alta velocità, cloud, mobile, big data analytics (era il 32%). L'accelerazione della trasformazione in senso digitale dei modelli organizzativi aziendali, ha riguardato principalmente l’adozione di nuove regole per sicurezza sanitaria per i lavoratori, uso di nuovi presidi e risk management per cui, la quota di imprese provinciali che ha investito strategicamente in questa innovazione è passata dal 26% del periodo 2018-2022 al 37% del 2023.

Importante anche la quota di investimenti nel 2023 nel potenziamento dell’area amministrativa/gestionale a seguito della trasformazione digitale passata dal 21% al 34%, e nell’adozione di sistemi gestionali evoluti per favorire l’integrazione e la collaborazione tra le diverse funzioni aziendali 32%.

L’ impulso verso la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi comporta ovviamente significative conseguenze sulla domanda di lavoro, come emerge dai dati occupazionali. Nel 2023 il 59% delle imprese dell’industria e dei servizi della provincia di Salerno ha programmato assunzioni che superano il livello di 99mila contratti e il 26% delle assunzioni riguarda i giovani. In significativo aumento la difficoltà delle imprese provinciali nel reperire i profili professionali necessari che nel 2023 risulta pari al 36% rispetto al 25% del 2021.

La richiesta di competenze trasversali da parte delle imprese provinciali appare diffusa e sostanzialmente costante nel tempo. Risultano sempre più apprezzate dalle imprese di tutti i settori sia in provincia che in Campania, le cosiddette e-skills (la capacità di utilizzare linguaggi e metodi matematici e informatici, il possesso di competenze digitali, la capacità di saper applicare tecnologie "4.0" e di intelligenza artificiale per innovare processi) e le competenze green (l’attitudine al risparmio energetico e sostenibilità ambientale).

Questo in sintesi quanto risulta dall'approfondimento per la provincia di Salerno dei dati del Sistema Informativo Excelsior – indagine continua di Unioncamere in collaborazione con le Camere di Commercio sui fabbisogni occupazionali e formativi delle imprese italiane nell’industria e nei servizi – anno 2023. Nel report, elaborato dall’Uffici Studi e Statistica della Camera di Commercio di Salerno, disponibile in allegato, l’analisi viene suddivisa nelle seguenti tre macroaree:

 - Gli investimenti delle imprese nella trasformazione digitale

 - I programmi occupazionali delle imprese

 - Le competenze digitali richieste

 

Ultima modifica: Lunedì 18 Marzo 2024
Lunedì 19 Febbraio 2024

Previsioni occupazionali in provincia di Salerno nel mese di febbraio 2024

In provincia di Salerno nel mese di febbraio sono programmate 6.520 entrate e nel trimestre febbraio-aprile 2024 saranno 23.630, nella regione Campania 34.500 e in Italia, complessivamente, 408.000. 

La provincia salernitana risulta in crescita nelle entrate rispetto allo scorso anno, + 4,5% sul mese e presenta un +11,6% prendendo a riferimento l’intero trimestre. A febbraio l’industria ha in programma 1.860 assunzioni (-11% rispetto al 2023). Anche le costruzioni registrano un calo del -11,7% degli ingressi. I servizi determinano l’andamento positivo delle assunzioni con un +12,2% su base annua. A guidare la domanda sono i servizi alle persone con un +30,4% ed un +27,9% nel trimestre, mentre è negativa la tendenza prevista dalle imprese del turismo -5,26%, valore in controtendenza al +4,1% nazionale. 

Si riscontra un aumento nella difficoltà di reperimento, in 44 casi su 100 le imprese prevedono che sarà arduo trovare i profili desiderati, nel mese di febbraio del 2023 erano 39 su 100 (+5 punti percentuali in più). 

La domanda delle imprese rivolta ai giovani pari al 27% degli ingressi mostra una diminuzione rispetto al 32% del febbraio 2023. 

Nel complesso nel mese di febbraio:
- le entrate previste si concentreranno per il 72% nel settore dei servizi e per il 74% nelle imprese con meno di 50 dipendenti;
- nel 21% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 79% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita);
- il 20% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (21%);
- il 17% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato;
- per una quota del 18% le imprese prevedono di assumere personale immigrato;
- le tre figure professionali più richieste concentreranno il 27% delle entrate complessive previste. 

E’ la sintesi di quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere e ANPAL, che offre un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi.
 

Ultima modifica: Lunedì 19 Febbraio 2024
Giovedì 15 Febbraio 2024

Lavoro: 408mila entrate previste dalle imprese italiane a febbraio

Positive le aspettative per commercio, turismo, servizi alle persone e costruzioni; in calo il manifatturiero. 201mila le assunzioni di difficile reperimento

 

Roma, 15 febbraio 2024 – Sono circa 408mila le assunzioni previste dalle imprese per il mese di febbraio e 1,3 milioni quelle per il trimestre febbraio-aprile, +22mila rispetto a febbraio 2023 (+5,7%) e +114mila con riferimento all’intero trimestre (+9,5%). Sale al 49,3% la difficoltà di reperimento (+3,1 punti percentuali rispetto a un anno fa). A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal[1].

A febbraio l’industria manifatturiera è alla ricerca di 82mila lavoratori e nel trimestre febbraio-aprile le assunzioni previste saranno 245mila segnalando una certa flessione rispetto allo scorso anno (-1,8% su mese e -0,4% sul trimestre). Continuano ad avere il segno positivo, invece, le costruzioni che programmano 50mila entrate nel mese (+3,5%) e 145mila nel trimestre (+6,2%). Ma sono soprattutto i servizi a determinare l’andamento positivo delle assunzioni per febbraio con circa 276mila nel mese (+8,6%) e 923mila nel trimestre (+13,1%). A creare maggiori opportunità di lavoro è il commercio con 60mila assunzioni programmate nel mese (+16,6%) e 189mila nel trimestre (+18,9%), seguito da turismo con 58mila entrate nel mese (+4,1%) e 246mila nel trimestre (17,4%) e dai servizi alle persone[2] con 49mila ingressi nel mese (+18,4%) e 150mila nel trimestre (+18,9%).

A febbraio sono difficili da reperire 201mila profili professionali pari al 49,3% del totale delle assunzioni programmate soprattutto a causa della mancanza di candidati (31,3%), seguita dalla preparazione inadeguata (14,4%) e da altri motivi (3,6%). A risentire maggiormente del mismatch sono le industrie del legno e del mobile (65,5% dei profili ricercati è di difficile reperimento), le imprese della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (62,0%), le industrie tessili, abbigliamento e calzature (61,2%), le imprese delle costruzioni (58,9%) e le imprese della meccatronica (57,3%). Dal Borsino delle professioni sono difficili da reperire sul mercato gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (70,7%), i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (70,5%), i meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine fisse e mobili (69,8%), i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (68,9%), i fabbri ferrai costruttori di utensili (68,1%), gli operatori della cura estetica (66,2%) e i tecnici in campo ingegneristico (66,1%).

Sono circa 82mila le assunzioni di personale immigrato previste (circa il 20% delle entrate) soprattutto nei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone, nei settori di trasporto, logistica e magazzinaggio e costruzioni, settori nei quali la quota riguarda un terzo dei fabbisogni.

I contratti proposti per febbraio sono in maggioranza a tempo determinato (il 51,9% del totale), mentre i contratti a tempo indeterminato sono previsti per 82mila assunzioni (20,1% del totale).

A livello territoriale, 128mila entrate sono previste nelle regioni del Nord ovest, seguite da Sud e isole (104mila), Nord est (93mila, area che manifesta la maggiore difficoltà di reperimento pari al 55,3%) e Centro (82mila).

Ultima modifica: Giovedì 15 Febbraio 2024
Giovedì 15 Febbraio 2024

BMT Napoli 2024: avviso esplorativo di manifestazione di interesse

La Regione Campania al fine di favorire la promo-commercializzazione turistica della Campania in Italia e nel mondo intende acquisire manifestazione d’interesse per la partecipazione alla fiera BMT - Borsa Mediterraneo del Turismo che si terrà a Napoli dal 14 al 16 marzo 2024.

Le aziende e le associazioni/consorzi del comparto turistico nonché i soggetti istituzionali interessati ad essere accreditati presso lo stand della Regione Campania alla suddetta manifestazione dovranno far pervenire alla Giunta Regionale della Campania – Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo la propria richiesta unicamente via posta elettronica all’indirizzo pec fiereturismo@pec.regione.campania.it tassativamente entro e non oltre il giorno 18 febbraio 2024.

Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Giunta Regionale della Campania ai seguenti numeri telefonici: tel. 0817968784, 0817968986 - o via e-mail all’indirizzo manifestazionifieristiche@regione.campania.it.

DOCUMENTAZIONE

§  Avviso pubblico (pdf)

§  Modello allegato 1 e 1A (word)

§  Modello allegato 2 e 2A (word)

§  Allegato C Scheda anagrafica (excel)

Ultima modifica: Giovedì 15 Febbraio 2024
Martedì 13 Febbraio 2024

Sale a 121.077 il numero delle imprese salernitane nel 2023 (+0,47%)

I dati della dinamica delle imprese registrate presso la Camera di Commercio

In provincia di Salerno il bilancio imprenditoriale del 2023 si è chiuso con un saldo attivo di 572 unità, dato dalla differenza tra le 5.507 aperture e le 4.935 chiusure di attività, portando così la consistenza del sistema imprenditoriale salernitano a 121.077 imprese registrate al 31 dicembre. In percentuale, l’incremento annuale è stato dello 0,47%, leggermene inferiore a quanto registrato a fine 2022 (0,64%). 


Passando all’analisi per settori, i dati del 2023 registrano variazioni positive per le costruzioni (0,73%), per le attività turistiche (2,16%) e per i servizi, mentre risultano in calo il settore agricolo (-1,36%), le attività manifatturiere (-0,33%) e commerciali (-0,79%). 


Uno sguardo all'andamento per forme giuridiche, conferma il rafforzamento strutturale del sistema imprenditoriale, con la crescita delle società di capitali della provincia: nell’ultimo anno sono aumentate di 1.323 unità, con un tasso di crescita del +3,46%.  In crescita, seppur modesta, anche le altre forme (+33; +0,56%).  Registra invece un risultato negativo l'andamento delle società di persone (-152; -1,15%) e delle imprese individuali (-632; -0,99%). 


Dalla distribuzione per macro settore delle imprese nate nel 2023 emerge il consueto prevalere delle iscrizioni nel commercio (28%). Seguono il settore servizi alle imprese (il 17% delle iscrizioni totali classificate), il turismo (13%) e le costruzioni (12%). 


Confrontando la distribuzione delle iscrizioni per settore di attività con il periodo pre-pandemia risultano dimezzate le nuove attività agricole (rappresentavano nel 2018 il 22% delle iscrizioni, mentre nel 2023 solo l’11%) e ridimensionate le attività commerciali (passate dal 30% del 2018 al 28% del 2023), a vantaggio soprattutto delle costruzioni (l’8% nel 2018 e il 12% del 2023) e dei servizi alle imprese, in considerevole crescita (2018=11% e 2023=17%). 

Questo, in sintesi, è quanto emerge dalle elaborazioni dei dati Infocamere effettuate dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Salerno.

Ulteriori dettagli, grafici e tabelle nel file allegato.
 

Ultima modifica: Giovedì 22 Febbraio 2024