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Mercato del lavoro in provincia di Salerno in forte crescita: boom di assunzioni ad agosto, trainato da turismo e industria alimentare

Il mercato del lavoro nella provincia di Salerno mostra segnali di forte vitalità e si prepara a un agosto particolarmente dinamico, in netta controtendenza rispetto all'andamento nazionale. L'analisi - curata dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Salerno, su dati del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, evidenzia che ad agosto 2025 sono previste ben 8.710 nuove entrate, con un incremento dell'8,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il trend positivo si conferma anche per il trimestre agosto-ottobre 2025, con 28.240 assunzioni programmate, in crescita del 7,8% su base annua.

Questi dati positivi spiccano in un panorama nazionale dove le assunzioni segnano una flessione del 3,6% ad agosto.

 

Settori in crescita: turismo e industria trainano le assunzioni

A trainare la crescita occupazionale sono principalmente due settori. L'Industria prevede di assumere oltre 3.200 profili (+8% rispetto ad agosto 2024), con un picco nel comparto delle "Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco" che, da solo, assumerà quasi 2.400 dipendenti (+11,3%).

Anche il settore dei Servizi mostra un andamento robusto, registrando un +6,9% su base annua. In particolare, il comparto dei "Servizi di alloggio e ristorazione e servizi turistici" è il vero motore, con una crescita eccezionale del +35,6% rispetto ad agosto 2024 e del +42,3% sul trimestre, offrendo le maggiori opportunità di impiego.

Un altro dato significativo riguarda la difficoltà di reperimento del personale, che si riduce al 42%, in calo rispetto al 45% dello scorso anno.

Le piccole e medie imprese continuano a essere il fulcro dell'occupazione locale: il 74% delle nuove entrate si concentrerà in aziende con meno di 50 dipendenti. La domanda di lavoratori giovani (21%) e di personale laureato (4%) risulta in calo rispetto al 2024.

"I dati sulle previsioni occupazionali per il mese di agosto 2025 – afferma il Presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Salerno Andrea Prete – rappresentano un segnale incoraggiante e dimostrano la resilienza e la vitalità del nostro tessuto produttivo. La crescita del numero di assunzioni, specialmente nei settori strategici come l'industria alimentare e il turismo, evidenzia la capacità delle nostre imprese di cogliere le opportunità del mercato. L'andamento positivo ci spinge a continuare a supportare le aziende, in particolare le piccole e medie, affinché si possa trasformare il trend in crescita stabile e duratura per l'intero territorio".

 

Per approfondire, è possibile consultare il bollettino completo, le tavole statistiche e l'analisi disponibili per il download alla pagina dedicata https://sa.camcom.it/informazione-economica/sistema-informativo-excelsior

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Mer 06 Ago, 2025
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Lavoro: 335mila assunzioni previste dalle imprese italiane ad agosto e oltre 1,4 milioni entro ottobre

Ad agosto positive le previsioni delle imprese del settore primario e dei comparti alimentare e turismo

 

Sono 335mila le opportunità lavorative offerte dalle imprese ad agosto e salgono a oltre 1,4 milioni nel trimestre agosto-ottobre. Le previsioni evidenziano una flessione rispetto ad agosto 2024 con -12mila ingressi programmati (-3,6%) mentre si segnala un andamento pressoché stabile rispetto al trimestre agosto-ottobre 2024. Permane elevata la difficoltà di reperimento dei profili ricercati dalle imprese (46,0%), soprattutto a causa della mancanza di candidati per ricoprire le posizioni lavorative aperte. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, che elabora le previsioni occupazionali per il mese di agosto.

Il settore primario programma ad agosto più di 36mila assunzioni e nel trimestre agosto-ottobre ne prevede oltre 126mila. A ricercare maggiormente manodopera sono le imprese del comparto coltivazioni ad albero che programmano quasi 17mila assunzioni nel mese e circa 55mila nel trimestre, seguono poi le imprese che si dedicano alle coltivazioni di campo con circa 10mila lavoratori ricercati nel mese e 38mila nel trimestre. L’industria nel suo complesso ricerca oltre 76mila lavoratori nel mese e prevede circa 365mila assunzioni nel trimestre. Per il manifatturiero, che è alla ricerca di oltre 49mila lavoratori nel mese e di circa 228mila nel trimestre, le maggiori opportunità di lavoro sono offerte dalle industrie alimentari, bevande e tabacco che ricercano circa 17mila lavoratori nel mese e quasi 52mila nel trimestre, seguite dalle industrie della meccatronica con quasi 10mila contratti da attivare nel mese e più di 50mila nel trimestre e da quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (circa 8mila nel mese e 40mila nel trimestre). La domanda di lavoro proveniente dal comparto delle costruzioni, poi, si attesta su 27mila assunzioni nel mese che nel trimestre salgono a quasi 137mila. Sono invece poco meno di 223mila i contratti di lavoro previsti dal settore dei servizi nel mese in corso e quasi 935mila nel trimestre agosto-ottobre. È il turismo a offrire le maggiori opportunità di impiego con oltre 78mila lavoratori ricercati nel mese e circa 260mila nel trimestre, seguito dal commercio (circa 45mila nel mese e oltre 190mila nel trimestre) e dal comparto dei servizi alle persone (37mila nel mese e 196mila nel trimestre).

 

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Lun 04 Ago, 2025
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Crescono le imprese in Italia: il secondo trimestre 2025 segna il miglior saldo degli ultimi 5 anni

Quasi 33 mila nuove realtà nel Paese. Boom di società di capitali.

Lazio locomotiva del Centro. Costruzioni e servizi trainano la crescita.

 

 

Roma, 22 luglio 2025 – C’è fermento nel motore imprenditoriale del Paese: il secondo trimestre del 2025 si chiude con un saldo positivo di +32.800 imprese tra iscrizioni e cessazioni. È il miglior risultato degli ultimi cinque anni nello stesso periodo, segnale che l’Italia delle imprese, nonostante le incertezze globali, continua a crescere.

 

Il bilancio dei territori

Secondo l’analisi trimestrale Movimprese condotta da Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, tra aprile e giugno sono nate 80.205 nuove imprese, mentre 47.405 hanno cessato l’attività. Il tasso di crescita complessivo si attesta allo 0,56%, in accelerazione rispetto allo 0,50% dello stesso trimestre del 2024. Lo stock complessivo delle imprese raggiunge quota 5.885.209 al 30 giugno 2025. Nel complesso, i numeri di questo secondo trimestre confermano una vitalità diffusa del sistema produttivo nazionale.

 

Geografia dell’impresa: Lazio e Lombardia in testa

Analizzando l’andamento territoriale, il Centro Italia si distingue per il ritmo più sostenuto di ampliamento della base imprenditoriale, con un tasso di crescita pari allo 0,62%. In particolare è il Lazio a registrare la performance migliore tra le regioni, con un saldo attivo di 4.679 imprese e una variazione positiva dello 0,79%. Il Nord-Ovest, con un saldo positivo di 8.898 imprese, conferma il proprio peso sul panorama nazionale, trainato dalla Lombardia che, ancora una volta, si attesta come prima regione per stock di imprese registrate (948.382), mostrando un saldo positivo di 6.180 unità nel trimestre, pari a una crescita dello 0,66%. Il Nord-Est registra un incremento di 5.641 imprese, portando il numero complessivo a 1.103.717 e un tasso di crescita dello 0,51%, mentre, passando al Mezzogiorno, la Puglia evidenzia un dinamismo superiore alla media nazionale, con un saldo positivo di 2.508 imprese e una crescita dello 0,67%. Piemonte e Toscana, infine, condividono un identico saldo attivo di 1.885 nuove imprese, segnalando un miglioramento dei rispettivi contesti territoriali rispetto al 2024.

 

Le forme giuridiche: sprint delle società di capitali

Per quanto riguarda le forme giuridiche, la spinta più forte arriva dalle società di capitali che, nel trimestre, registrano un saldo attivo di 19.985 unità, frutto di 28.462 nuove iscrizioni a fronte di sole 8.477 cessazioni. La crescita dell’1,03% rispetto al trimestre precedente conferma il progressivo consolidamento dell’impresa strutturata come modello di riferimento per i neo-imprenditori. Le ditte individuali mantengono il primato numerico, con uno stock pari a 2.941.345 unità, e contribuiscono al bilancio positivo del trimestre con un saldo di 12.771 imprese in più rispetto alla fine di marzo, corrispondente a un tasso di crescita dello 0,43%. In controtendenza le società di persone, che segnano un saldo negativo di 290 unità, determinato da un numero di cessazioni (4.150) superiore alle iscrizioni (3.860), con un tasso di variazione pari a -0,04%. Le altre forme giuridiche (sostanzialmente costituite da cooperative, meno rilevanti in termini quantitativi sul totale delle imprese), chiudono il trimestre con un saldo positivo di 334 imprese e una crescita dello 0,19%.

 

I settori: costruzioni, ristorazione e servizi tecnici guidano la ripresa

Dal punto di vista settoriale il bilancio del secondo trimestre dell’anno evidenzia una vivacità generalizzata, ma con punte particolarmente interessanti nei comparti a più alto valore aggiunto e nei servizi alla persona e all’impresa. Il settore delle costruzioni registra il saldo positivo più elevato in termini assoluti, con 5.448 nuove imprese. Seguono le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, che crescono di 4.595 unità, e le attività professionali, scientifiche e tecniche, in aumento di 3.368 unità, con una variazione dello stock pari all’1,31%. Si segnalano inoltre crescite molto marcate, in termini percentuali, nelle attività finanziarie e assicurative (+1,62%, pari a 2.298 nuove imprese), nella fornitura di energia elettrica, gas e aria condizionata (+1,55%, con 225 nuove imprese) e nel settore dell’istruzione privata (+1,45%, con 528 unità aggiuntive).

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Mar 22 Lug, 2025
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Salerno, a luglio 2025 previste oltre 15mila assunzioni

Entrate nel lavoro in crescita: +13% rispetto al 2024. Turismo e ristorazione trainano il mercato

Il mercato del lavoro salernitano si prepara a un’estate col segno più. Secondo le previsioni del sistema informativo Excelsior - realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro- a luglio 2025 in provincia di Salerno sono attese 15.550 nuove entrate nel mondo del lavoro. Il dato rappresenta un incremento del 13% rispetto a un anno fa. Nel trimestre luglio-settembre, le assunzioni previste toccano quota 33.880, con una crescita del 20,5%.

La tendenza positiva si riflette anche nel confronto con il resto del Paese: mentre in tutta Italia sono attese 575mila entrate e in Campania 49.500, la dinamica espansiva registrata in provincia di Salerno risulta particolarmente marcata.

A trainare l’occupazione sono soprattutto i servizi, che concentrano il 55% delle entrate. Spiccano, tra questi, i settori dell’alloggio, della ristorazione e del turismo, che a luglio prevedono 3mila contratti e oltre 5.600 nel trimestre. L’industria, dal canto suo, programma circa 5.900 assunzioni (+6,3% sul mese) e 11mila nel trimestre (+11%).

Aumentano però anche le difficoltà di reperimento delle figure richieste dalle imprese: si attesta al 41% il tasso di profili difficili da trovare, in crescita rispetto al 37% del 2024. Un quarto delle nuove assunzioni sarà destinato a giovani, percentuale in linea con lo scorso anno. In forte aumento, invece, la quota di lavoratori immigrati richiesti, passata dal 17% al 23%.

L’indagine, elaborata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Salerno, restituisce l’immagine di una provincia in fermento sul fronte occupazionale, con segnali incoraggianti ma anche alcune criticità da monitorare.

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Gio 24 Lug, 2025
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Medie imprese, economia del mare e imprenditoria femminile nel nuovo numero di Unioncamere Economia & Imprese

È disponibile il nuovo numero di Unioncamere Economia & Imprese, il magazine digitale con articoli e contenuti sulle attività di Unioncamere e delle Camere di commercio. Il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli commenta il nuovo rapporto GEM Italia, la più importante ricerca mondiale sull’imprenditorialità, soffermandosi sui fattori chiave per sostenere l’imprenditorialità: formazione, parità di genere e doppia transizione.

L’articolo successivo è dedicato all’edizione 2025 del Rapporto sulle medie imprese realizzato dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e da Unioncamere, che definisce un quadro dettagliato della dinamicità di quelle che costituiscono la spina dorsale del capitalismo familiare italiano. Dopo la presentazione del XIII Rapporto nazionale sull’economia del mare, si parla poi del protocollo d’intesa tra Unioncamere Sicilia e Assessorato regionale alle Infrastrutture e degli investimenti che puntano a realizzare nell’isola un hub logistico al centro del Mediterraneo.

A seguire i dati presentati da Unioncamere nel corso della recente audizione presso la Commissione bilaterale d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere: dati relativi alla crescita delle imprese femminili nel nostro Paese e al loro ruolo per favorire uno sviluppo economico inclusivo.

E molto altro ancora... Buona lettura!

 

Il magazine è disponibile in allegato e nella pagina dedicata del sito Unioncamere, dove é possibile sfogliare anche i numeri precedenti.

Unioncamere Economia&Imprese n.6/2025 (versione sfogliabile) (versione scaricabile)

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Lun 21 Lug, 2025
Presentato il progetto camerale per il lancio, strutturazione e promozione del turismo della provincia
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Salerno verso una destinazione turistica organizzata

Presentato il progetto camerale per il lancio, strutturazione e promozione del turismo della provincia

 

Salerno, 15 luglio 2025. È stato presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la sede della Camera di Commercio di Salerno, il percorso strategico partecipato che dovrà portare le destinazioni turistiche della provincia di Salerno a potenziare la loro attrattività e competitività. Ciò dovrà tradursi in un migliore posizionamento e in un incremento di flussi e presenze turistiche.

Il primo passo sarà il Piano Strategico di Sviluppo e Marketing Turistico, una visione condivisa per far sì che Salerno e le diverse destinazioni della sua provincia si evolvano in proposte turistiche territoriali strutturate, competitive e sostenibili.

Promosso dalla Camera di Commercio di Salerno, il processo partecipato - da portare avanti insieme agli operatori turistici e agli stakeholder del territorio - nasce dall’esigenza di superare criticità storiche del sistema turistico locale: frammentarietà dell’offerta, stagionalità marcata, mancanza di coordinamento tra i territori, e una promozione ancora insufficiente rispetto alle potenzialità. In un contesto ricco di risorse — culturali, naturalistiche, enogastronomiche e balneari — solo parzialmente valorizzate.

L’obiettivo che la Camera di Commercio si prefissa è: 

  • Superare l’individualismo e la disomogeneità dell’offerta;
  • Avviare un modello condiviso di sviluppo turistico guidato da un soggetto super partes, la CCIAA;
  • Strutturare e posizionare i prodotti turistici salernitani sul mercato, attraverso un Destination Management Plan e un Sistema Operativo del Turismo interno alla Camera di Commercio;
  • Promuovere e comunicare in modo efficace i punti di forza di alcune aree del territorio: la città di Salerno, la Piana e la Valle del Sele, il Cilento e il Vallo di Diano.

Il piano mira a potenziare l’accessibilità — in particolare valorizzando l’Aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi — e ad attrarre flussi turistici qualificati, puntando sulla costruzione di esperienze tematiche e verticali. A guidare il percorso sarà un team dedicato, composto da figure specializzate in progetti di sviluppo del prodotto turistico e della comunicazione digitale.

“Con questo piano strategico – ha dichiarato Andrea Prete, Presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Salerno – vogliamo trasformare il turismo da occasione persa a leva di sviluppo per tutto il territorio. La nostra provincia ha tutte le carte in regola per diventare una destinazione matura, organizzata e attrattiva a livello nazionale e internazionale. Serviva però una visione comune, condivisa con gli attori locali, in particolare Comuni e operatori economici, e un soggetto che ne garantisse la coerenza e l’attuazione: questo è il ruolo che la Camera di Commercio ha deciso di assumersi, mettendo a sistema risorse, competenze e relazioni per costruire finalmente un ‘modello Salerno’ per il turismo.”

Il piano rappresenta una svolta concreta verso la costruzione di una destinazione turistica salernitana integrata, moderna e pronta a rispondere alle sfide del mercato internazionale.

 

 

 

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Lun 21 Lug, 2025
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Lavoro: 575mila entrate previste dalle imprese italiane a luglio 

e oltre 1,5 milioni entro settembre

A luglio sono 261mila i profili professionali difficili da reperire (45,4%)

 

Roma, 14 luglio 2025 – Sono 575mila le opportunità lavorative offerte dalle imprese a luglio e salgono a oltre 1,5 milioni nel trimestre luglio-settembre. Concorrono a esprimere questa domanda di lavoro le imprese dei settori industria, servizi e primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca)[1]. Al netto delle previsioni delle imprese del comparto primario, la domanda di lavoro delle imprese dei settori industria e servizi mostra una dinamica espansiva con +30mila assunzioni programmate nel mese rispetto a luglio 2024 (+6%) e +85mila assunzioni rispetto al trimestre luglio-settembre dello scorso anno (+6,4%). A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea, che elabora le previsioni occupazionali per il mese di luglio[2].

L’industria nel suo complesso ricerca a luglio quasi 139mila lavoratori che salgono a oltre 374mila nel trimestre luglio-settembre. Per il manifatturiero, che è alla ricerca di oltre 91mila lavoratori nel mese e di circa 242mila nel trimestre, le maggiori opportunità di lavoro sono offerte dalle industrie alimentari, bevande e tabacco (26mila nel mese e 59mila nel trimestre), seguite dalle industrie della meccatronica (20mila nel mese e 54mila nel trimestre) e da quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (14mila nel mese e 42mila nel trimestre). La domanda di lavoro del comparto delle costruzioni si attesta su 47mila assunzioni nel mese e 133mila nel trimestre. Nel mese, le imprese dei servizi programmano circa 400mila contratti che salgono a oltre 1 milione per l’intero trimestre luglio-settembre. Il settore turistico continua ad offrire le maggiori opportunità di impiego con 136mila lavoratori ricercati nel mese e circa 301mila nel trimestre, seguito dal commercio (76mila nel mese e 195mila nel trimestre) e dai servizi alle persone (65mila nel mese e 207mila nel trimestre). Sono invece circa 37mila i lavoratori ricercati nel mese dalle imprese del settore primario e salgono a circa 113mila con riferimento all’interno trimestre luglio-settembre.

A luglio i contratti a tempo determinato sono la tipologia contrattuale maggiormente diffusa viene proposta a circa 370mila posizioni lavorative pari al 64,3% delle entrate programmate; seguono poi i contratti a tempo indeterminato (89mila pari al 15,5%) e i contratti in somministrazione (47mila pari all’8,2%).

Nel mese sono difficili da reperire circa 261mila profili pari al 45,4% delle figure professionali da inserire in azienda, soprattutto a causa della mancanza di candidati per ricoprire le posizioni lavorative aperte. A risentire maggiormente del mismatch sono le industrie metallurgiche e metallifere (65,5% dei profili ricercati dalle imprese è di difficile reperimento), le imprese del comparto costruzioni (63,1%), le industrie tessili, abbigliamento e calzature (59,1%), le imprese del legno-mobile (57,0%) e della meccatronica (55,9%). Tra i profili di più difficile reperimento, il Borsino delle professioni segnala per le professioni intellettuali, gli ingegneri (57,0%); tra i tecnici si registrano elevati livelli di mismatch per tecnici in campo ingegneristico (65,9%), tecnici della salute (65,2%) e tecnici della gestione dei processi produttivi (63,3%). Per le professioni qualificate nelle attività commerciali e dei servizi, elevati livelli di mismatch si registrano per gli operatori per la cura estetica (63,5%) e per le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (59,8%). 

Fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (73,3%) e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (71,8%) sono tra i profili di più difficile reperimento tra gli operai specializzati. Difficili da reperire sul mercato anche gli operai di macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche (61%) e i conduttori macchine movimento terra, sollevamento e maneggio materiali (60,1%). 

La quota di assunzioni che le imprese prevedono di ricoprire ricorrendo a lavoratori stranieri è pari al 20,3% delle entrate complessive. Nel mese, faranno un maggiore ricorso a manodopera straniera le imprese del settore agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca (34,5% del fabbisogno lavorativo sarà coperto da manodopera straniera), le imprese dei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (32,5%), le industrie alimentari, bevande e tabacco (30,9%), le imprese dei servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (28,2%).

A livello territoriale, le imprese della macroarea Sud e Isole sono alla ricerca di circa 194mila lavoratori nel mese e oltre 475mila nel trimestre. Seguono le imprese del Nord Ovest con oltre 139mila assunzioni nel mese e 393mila nel trimestre, le imprese del Nord Est (circa 134 assunzioni nel mese e 360mila nel trimestre) ed infine le imprese del Centro (circa 109 assunzioni nel mese e 291mila nel trimestre).

 

[1] A partire dal mese di luglio, le informazioni rilevate dal Sistema informativo Excelsior vengono diffuse con riferimento al campo di osservazione dell’indagine esteso anche alle imprese del settore primario (agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca). Pertanto, le previsioni della domanda di lavoro riguardano i contratti con una durata di almeno 20 giorni lavorativi programmati dalle imprese iscritte al Registro Imprese delle Camere di Commercio appartenenti ai settori industria, servizi e primario, aventi almeno un lavoratore alle dipendenze.

[2] Le previsioni del mese di luglio si basano sulle interviste realizzate su un campione di oltre 111.600 imprese. Le interviste sono state raccolte nel periodo 14 maggio 2025 - 30 maggio 2025.

 

 

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Mar 15 Lug, 2025
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8^ indagine mensile Excelsior del 2025 - Scad. 21 luglio

E' in corso di realizzazione l'8^ indagine mensile Excelsior del 2025, finalizzata a rilevare i fabbisogni professionali delle imprese previsti nel periodo settembre - novembre 2025. 

Le imprese coinvolte hanno tempo fino al 21 luglio per rispondere al questionario ricevuto via email.

Qui puoi consultare i risultati delle precedenti rilevazioni https://www.sa.camcom.it/informazione-economica/sistema-informativo-excelsior

#sistemaexcelsior 

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Mer 09 Lug, 2025
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FpS: con oltre 600miliardi di euro l’anno, Italia seconda in Europa per spesa sociale

Presentato a Salerno il Rapporto di Fondazione per la Sussidiarietà

 

Salerno, 2 luglio 2025 – Nel 2022 la spesa sociale ha raggiunto circa 620 miliardi di euro. L’incidenza sul prodotto interno lordo (30,5%) colloca il Paese al secondo posto nel Vecchio Continente. Ma molto si potrebbe fare per ottimizzare la spesa, soddisfare la domanda crescente dei cittadini e affrontare le sfide che i bassi tassi di natalità, l’allungamento della vita media e l’aumento degli anziani pongono nel prossimo futuro all’Italia. 

 

È quanto illustrato oggi in occasione della presentazione del Rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà (FpS), “Sussidiarietà e… welfare territoriale” che si è tenuta presso la sede della Camera di Commercio di Salerno. Oltre ad Andrea Prete, Presidente Unioncamere e della Camera di commercio di Salerno, che ha introdotto i lavori hanno preso parte all’incontro Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà, Andrea Bellandi Arcivescovo metropolita di Salerno-Campagna-Acern, Vincenzo De Luca, Presidente Regione Campania, Nino Apreda Presidente UCID Campania, Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere.

“Il Rapporto è un’occasione preziosa per acquisire elementi utili sull’impulso o l’azione dei corpi intermedi per il welfare territoriale”, sottolinea il presidente di Unioncamere e della Camera di commercio di Salerno, Andrea Prete, introducendo l’evento. “Un tema caro al sistema camerale che, come risulta da una recente Unioncamere - IPSOS su imprese e stakeholders rispetto alle attività delle Camere di commercio, sono chiamate anche a favorire le reti tra profit, non profit e amministrazioni pubbliche nell’ottica di una sempre maggiore responsabilità sociale territoriale”.

 

“Investire sullo stato sociale, sulla sua universalità e inclusività, non è solo un dovere di solidarietà verso i più fragili, ma significa anche costruire società più coese, sistemi più resilienti e una crescita economica più stabile”, sostiene Giorgio Vittadini, Presidente di FpS, “È venuto il momento di rinnovare il patto sociale che ci unisce, con la cultura della sussidiarietà, che è ricerca del bene comune attraverso la messa a sistema del contributo di tutti. Più società e più Stato insieme”.

 

“I rapporti tra enti locali, realtà del Terzo settore, famiglie, Stato, per poter portare delle reali azioni che possano raggiungere le persone in vista del bene comune, devono essere vissuti in modo collaborativo, sia nella genesi dei progetti che nella realizzazione”, ha detto Andrea Bellandi, Arcivescovo metropolita di Salerno-Campagna-Acerno. “Ancora facciamo fatica a vedere questa sussidiarietà in atto, ma ci auguriamo che questo, nel corso degli anni, diventi sempre più ordinario, proprio perché solo così si possono davvero aiutare le fasce più deboli”.

 

“Il Rapporto segnala il permanere di una divaricazione tra Nord e Sud cioè spiega con i numeri come questa retorica secondo cui il Sud fa spreco, dilapidazione delle risorse e il Nord buona amministrazione è una grande frottola”, ha evidenziato Vincenzo De Luca, Presidente Regione Campania. “La verità è che ancora oggi  nel Sud arrivano in gran parte meno risorse rispetto al Nord in relazione alle politiche per la famiglia, per gli asili nido, in relazione al riparto del fondo sanitario nazionale. Stiamo ripetendo da 10 anni che la Regione Campania ogni anno riceve 300 milioni di euro in meno rispetto alla media nazionale nel riparto del Fondo sanitario”.

 

Nino Apreda, Presidente UCID Campania, ha sottolineato che “un nuovo welfare vede al centro le persone in una misura sartoriale e non standardizzata e l’importanza delle piccole e medie industrie familiari e del Mezzogiorno, dove è connaturato un welfare di sussidiarietà ambientale, civile e di governance, che come valore non vede solo gli utili, ma il contatto sociale, creando cultura, ricchezza sociale e sinergie di rapporto”.

 

“Il valore complessivo del welfare, considerando anche la spesa privata e del privato sociale, si aggira intorno ai 750miliardi di euro”, evidenzia il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. Il welfare si basa oggi sempre di più non solo sui servizi ed erogazioni del settore pubblico, che resta fondamentale e indispensabile, ma anche su un sistema articolato di “filiere” (previdenza, sanità, istruzione,  housing, ecc.) che, oltre al pubblico, coinvolgono il mercato e il terzo settore. Al centro del welfare c’è l’attenzione alle persone, le loro esigenze, il loro sviluppo. Una visione molto più corrispondente anche a quella dell’economia moderna che punta sul  fattore umano come elemento chiave per la competitività.”

 

Il Rapporto analizza il welfare italiano, in particolare quello territoriale, ovvero l’insieme dei servizi sociali di competenza dei Comuni che comprendono l’assistenza verso anziani, famiglie e soggetti minori in stato di bisogno, disabili, soggetti affetti da dipendenza, indigenti, persone emarginate dal lavoro.

 

Il Rapporto mostra che la spesa familiare privata degli italiani per il welfare (salute e assistenza ad anziani e disabili) nel 2024 è stata di circa 138 miliardi di €, ovvero quasi 5.400 € per ciascun nucleo. Un impegno consistente, che colma il vuoto lasciato in molti settori dall’intervento pubblico. Anche se la Penisola è al secondo posto in Europa per la spesa sociale, con circa 620 miliardi di euro, pari al 30% del prodotto interno lordo.

 

Povertà e disuguaglianza, che i servizi di welfare sono chiamati a limitare, stanno peggiorando: il 5% delle famiglie possiede il 46% della ricchezza, mentre quasi il 10% della popolazione è in difficoltà. Particolarmente grave la situazione delle famiglie con persone disabili: oltre un quarto (28,4%) è a rischio povertà o esclusione sociale. La ricerca segnala che negli ultimi tre anni una quota significativa (oltre il 67%) di chi ha richiesto assistenza ha incontrato difficoltà o impossibilità di accesso ai servizi del welfare territoriale. La ricerca segnala la disomogeneità della spesa, con una crescente disparità territoriale tra Nord e Sud, tra aree urbane e periferiche, e tra zone interne e non.

 

L’attuale sistema di welfare non è ben visto dagli italiani. Solo il 38% dei cittadini promuove le politiche per la lotta alla povertà e al disagio sociale.

 

Nel nostro Paese le prestazioni pensionistiche (vecchiaia, invalidità e reversibilità) assorbono quasi la metà delle risorse del welfare, mentre alle politiche sociali (famiglie e minori, disabilità e disoccupazione) è destinato meno del 20%.

La sostenibilità nel lungo periodo appare critica.

 

Il welfare territoriale in Italia è caratterizzato da un complesso reticolo istituzionale, con competenze distribuite tra Stato, Regioni e Comuni, carenza o assenza di coordinamento e potenziali conflitti. Una situazione che causa sovrapposizioni, sprechi e inefficienze.

Il sistema è sbilanciato verso il trasferimento monetario rispetto alla più efficace offerta di servizi; è incentrato sull’offerta di servizi parcellizzati e non sulla presa in carico della persona; il rapporto pubblico-privato sociale è troppo soggetto alle regole di mercato; manca un sistema di monitoraggio dei bisogni e di valutazione della qualità dei servizi.

 

Dal Rapporto emerge l’importanza di passare da una visione “amministrativa” dei bisogni a un approccio olistico che riconosca la complessità e la specificità delle esigenze individuali e comunitarie, mettendo al centro la persona.

 

Il Rapporto contiene alcune proposte per migliorare la situazione.

1. La presa in carico della persona, che parta dalla valutazione del complesso dei suoi bisogni per poi individuare il piano di servizi più appropriato.

2. La progettazione integrata dei servizi e un sistema di valutazione della loro qualità.

3. La creazione di centri territoriali per servizi integrati e accessibili.

4. Una regia centrale dei flussi di spesa, l’incremento delle risorse, con investimenti sul capitale umano.

5. Il rafforzamento della collaborazione tra pubblica amministrazione e Terzo settore che parta dell’analisi dei bisogni ed esca dalle logiche di mercato.

 

Il rapporto è stato realizzato da Fondazione per la Sussidiarietà in collaborazione con Aiccon, IFEL, Ipsos e Istat e con il contributo di Fondazione Cariplo. Il Rapporto si può scaricare dal sito della Fondazione per la Sussidiarietà: www.sussidiarieta.net

 

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Unioncamere: far crescere l’empowerment economico femminile per contrastare la violenza di genere

1,3 milioni le imprese guidate da donne

 

Roma, 18 giugno 2025 – Sono oltre 1 milione e 300mila (il 22,2% del totale); in tre casi su quattro operano nel terziario; sono mediamente più piccole per dimensioni e più giovani e sono diffuse soprattutto nel Centro-Sud.

E’ la fotografia delle imprese femminili presentata da Unioncamere nel corso dell’Audizione presso la Commissione bicamerale d’inchiesta sul femminicidio e sul contrasto alla violenza di genere.

 

Le imprese femminili – in crescita dello 0,4% rispetto al 2014 - presentano caratteristiche peculiari. Prevalgono forme giuridiche poco strutturate (il 60,5% delle imprese femminili è costituito da ditte individuali contro il 47,3% delle non femminili). I tassi di sopravvivenza sono leggermente inferiori alla media: a 5 anni dalla nascita ne rimane attivo il 72,3%, contro il 77,3% delle imprese maschili. Nel lungo termine il divario si accentua (sopravvive il 67,5% delle aziende “rosa” oltre i 5 anni, contro 73,1% di quelle a guida maschile). Non hanno un rapporto facile con il sistema del credito.

 

“L’azione di formazione, informazione e mentoring portata avanti dal sistema camerale si configura come un fattore abilitante fondamentale per il successo dell’imprenditoria femminile”, ha sottolineato il vice segretario generale di UnioncamereTiziana Pompei. “Accompagnare le donne nel percorso imprenditoriale – dalla fase dell’idea fino alla crescita su mercati più ampi – significa non solo favorire lo sviluppo economico inclusivo, ma anche dotarle di strumenti di autodeterminazione. Ogni donna che riesce a creare e far prosperare la propria impresa diventa infatti più libera, più autonoma e meno vulnerabile a ricatti o violenze di natura economica. In quest’ottica, investire sulle donne che fanno impresa costituisce a tutti gli effetti una strategia di prevenzione della violenza di genere: promuovere l’empowerment economico femminile equivale a rimuovere alcuni dei presupposti che alimentano le disparità e possono sfociare in abusi”.

 

Una analisi, effettuata da Unioncamere tramite il proprio Centro Studi G. Tagliacarne e la società di sistema Si.Camera, mostra che poco più di un’impresa femminile su tre fa ricorso a finanziamenti bancari (un dato analogo a quello delle imprese maschili). Inoltre, 3 imprenditrici su 4 hanno avviato la propria attività utilizzando esclusivamente capitali personali e familiari, mentre solo circa una su quattro ha fatto ricorso a un prestito bancario per l’avvio dell’impresa (26,9% delle imprenditrici, a fronte di un 22,4% tra gli uomini). Infine, l’utilizzo di strumenti finanziari alternativi o complementari al credito bancario appare estremamente limitato: meno dell’1% delle imprese – indipendentemente dal genere del titolare – dichiara di essersi avvalsa di canali come investitori informali (business angels, venture capital) o piattaforme di microcredito e crowdfunding, segno di un ecosistema finanziario ancora poco diversificato per le piccole imprese.

Questa situazione di basso indebitamento volontario, che indica che le imprenditrici tendono a mantenere un’elevata autonomia finanziaria, può però rappresentare un freno alla crescita.

 

Difficoltà soprattutto di carattere burocratico emergono anche nell’accesso a finanziamento o incentivi pubblici, come mostra l’indagine realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Imprenditoria Femminile da Unioncamere – Si.Camera – Centro studi G. Tagliacarne.

Oltre metà delle imprese (maschili e femminili) che hanno usufruito di incentivi segnalano difficoltà nella gestione delle relative procedure: le imprenditrici, in particolare, lamentano come principali barriere la complessità delle pratiche amministrative (indicata da circa 1 impresa su 3 fra quelle che hanno richiesto sostegni) e le tempistiche eccessivamente lunghe per ottenere materialmente le agevolazioni (segnalate da più di un’impresa su 10).

 

Oltre che sul fronte dello sviluppo paritario e sostenibile attraverso l’incremento della cultura d’impresa, Unioncamere è anche impegnata per la cultura della parità, in quanto soggetto attuatore del progetto finanziato dal PNRR sulla Certificazione della parità di genere nelle imprese.

Dopo un inizio in sordina, i numeri descrivono uno scenario in rapida evoluzione e particolarmente vivace: ad oggi le certificazioni rilasciate alle imprese sono 7.960, con un aumento significativo rispetto al 2022 quanto se ne contavano circa un centinaio. Sono state 3.406, invece, le domande complessivamente pervenute dalle Pmi a valere sui due avvisi pubblici presentati da Unioncamere.

Il progetto punta non solo al superamento del gender gap e all’aumento dell’occupazione femminile, e quindi accresce la competitività delle imprese, ma anche alla trasparenza delle imprese e della loro organizzazione. Questo impedisce che discriminazioni, pregiudizi e stereotipi rimangano nascosti e difficili da dimostrare nei casi in cui si voglia far valere i propri diritti.

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Mer 18 Giu, 2025