Informazione economica

sdfsdfsd

Mercoledì 12 Aprile 2023

Previsioni occupazionali in provincia di Salerno nel mese di aprile 2023

In provincia di Salerno nel mese di aprile sono programmate circa 9.260 entrate e nel trimestre aprile-giugno 2023 saranno 33.690, nella regione Campania 40.800, e in Italia complessivamente 443.000.

Nella provincia salernitana ci saranno 2.130 assunzioni in più rispetto ad aprile 2022 (+29,8%) e +8.270 assunzioni (+32,5%) prendendo a riferimento l’intero trimestre.

I servizi programmano circa 8mila ingressi e la filiera del turismo si conferma quale traino della domanda di lavoro (3.160 ingressi), in linea con la richiesta nazionale e il periodo delle festività pasquali.

Molteplici opportunità sono offerte anche dai servizi alle persone con circa 1.960 ingressi programmati.

Si riconferma la domanda delle imprese rivolta ai giovani pari al 28% degli ingressi, in aumento rispetto al 26% di aprile 2022.

Ancora in crescita la difficoltà di reperimento, in 37 casi su 100 le imprese prevedono che sarà arduo trovare i profili desiderati rispetto al 2022, che era pari al 34%, anche se il mismatch riscontrato resta inferiore al 45,2% a livello Nazionale.

Nel complesso nel mese di aprile:

  • le entrate previste si concentreranno per il 85% nel settore dei servizi (Turismo/Commercio e altri servizi) e per il 77% nelle imprese con meno di 50 dipendenti;
  • nel 23% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 77% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita);
  • il 17% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (20%);
  • il 14% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato;
  • le tre figure professionali più richieste concentreranno il 43% delle entrate complessive previste.

 

E’ la sintesi di quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere e ANPAL, che offre un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi.

Ultima modifica: Mercoledì 12 Aprile 2023
Giovedì 6 Aprile 2023

Lavoro: sono 443mila le assunzioni previste dalle imprese italiane ad aprile e oltre 1,5milioni entro giugno

Turismo e servizi alle persone trainano la domanda di lavoro

 

Roma, 6 aprile 2023 – Sono 443mila le entrate programmate dalle imprese ad aprile ed oltre 1,5 milioni per il trimestre aprile-giugno, con un incremento della domanda di lavoro di circa 76mila unità rispetto ad aprile 2022 (+20,6%) e di 186mila unità sul corrispondente trimestre (+13,5%).  Le maggiori opportunità di lavoro sono offerte dal comparto dei servizi turistici con 108mila lavoratori ricercati in concomitanza con le festività pasquali. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal [1].

L’industria nel suo complesso programma 105mila entrate nel mese e circa 400mila nel trimestre, con una crescita rispettivamente del 2,6% e del 13,1% rispetto a un anno fa. Ad aprile, Il manifatturiero è alla ricerca di 70mila lavoratori che salgono a 280mila nel trimestre. Ad offrire le maggiori opportunità lavorative sono le industrie della meccatronica (15mila contratti da attivare nel mese e circa 51mila nel trimestre), seguite da quelle della metallurgia (13mila nel mese e 46mila nel trimestre), della moda (10mila nel mese e 27mila nel trimestre) e della chimica-farmaceutica (9mila nel mese e 31mila nel trimestre). Il comparto delle costruzioni, infine, programma per il mese 35mila entrate che salgono a 120mila nel trimestre.

I servizi sono alla ricerca di 338mila lavoratori nel mese e di circa 1,2milioni entro giugno, che corrispondono rispettivamente ad aumenti del 27,5% e del 13,6%. Di rilievo la domanda di lavoro della filiera del turismo con 108mila opportunità di lavoro offerte nel mese e oltre 393mila nel trimestre aprile-giugno. Molteplici anche le opportunità di lavoro offerte dai servizi alle persone[2] con 75mila entrate programmate nel mese e 254mila nel trimestre. Seguono i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (circa 40mila contratti nel mese e 115mila nel trimestre) e il commercio (45mila nel mese e 175mila nel trimestre).

In crescita la domanda di lavoratori immigrati che sfiora ad aprile le 93mila unità (+ 44,5% rispetto allo stesso periodo del 2022), pari a circa il 21% del totale delle assunzioni programmate. Sempre molto elevata la difficoltà di reperimento del personale (45,2%, +4,8 p.p. rispetto a un anno fa). Aumenta sia la previsione per i contratti stabili a tempo indeterminato (+22,5%) sia quella per i contratti a termine e stagionali (+22,7%). Tra le figure di più difficile reperimento il Borsino delle professioni del Sistema Informativo Excelsior mette in evidenza, per le professioni tecniche e ad elevata specializzazione, i tecnici della salute (61,3%), i tecnici della gestione dei processi produttivi (60,7%), i tecnici in campo ingegneristico (59,9%), gli analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni (59,6%); mentre tra le figure degli operai specializzati vanno segnalati i fabbri ferrai costruttori di utensili (76,8%), gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (72,4%) e i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (71,5%).  A livello territoriale, infine, si osserva una più elevata crescita delle assunzioni per il Sud e Isole (+36mila nel mese di aprile) e per il Centro (+27mila nel mese di aprile), grazie alle previsioni molto favorevoli del turismo, dei servizi alle persone e di trasporti e logistica in Toscana, Lazio, Campania e Sicilia.

 

 

[1] Le previsioni del mese di aprile si basano sulle interviste realizzate su un campione di oltre 115mila imprese. Le interviste sono state raccolte nel periodo 20 febbraio 2023 – 07 marzo 2023.

[2] Comprende Istruzione e servizi formativi privati, Sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati, Servizi ricreativi, culturali e altri servizi alle persone.

Ultima modifica: Giovedì 6 Aprile 2023
Martedì 28 Marzo 2023

La difficoltà di reperimento del personale è costata all’Italia fino a 38 miliardi di euro nel 2022

 

Roma, 28 marzo 2023 – La difficoltà di reperimento del personale nel 2022 ha riguardato il 40% delle assunzioni e tenderà ad aumentare ulteriormente anche per l’accelerazione della domanda attesa come effetto degli investimenti PNRR. Grazie ai dati del Sistema informativo Excelsior, Unioncamere ha stimato i costi per i diversi settori dell’economia derivanti dal minor valore aggiunto prodotto a causa dell’inserimento ritardato delle professioni difficili da reperire. Considerando una tempistica di difficoltà di reperimento compresa tra 2 e 12 mesi, si è stimata per il 2022 una perdita di valore aggiunto di 37,7 miliardi di euro, pari al 3,1% di quanto generato complessivamente dalle filiere dell’industria e dei servizi inserite nel campo d’osservazione dell’indagine Excelsior.[1]

La stima è contenuta nel report sulle “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine” aggiornato al quinquennio 2023-2027, elaborato nell’ambito del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL. Le filiere produttive per cui si è stimato un costo maggiore a causa dell’inserimento ritardato dei lavoratori ricercati sono state quelle dei servizi operativi, commercio e turismo, costruzioni e infrastrutture, settori con un elevato turnover occupazionale legato anche ai fattori stagionali.

Ultima modifica: Martedì 28 Marzo 2023
Venerdì 24 Marzo 2023

Le dinamiche del commercio estero in provincia di Salerno nel 2022 

In provincia di Salerno, nel 2022 il valore delle esportazioni di merci, pari a oltre 3,5miliardi di euro, è aumentato del 20,1% rispetto al 2021, mentre nello stesso periodo, il valore delle importazioni di merci si è attestato su 3,1miliardi di euro, in significativo aumento rispetto all’anno precedente (+23,5%). 

Da sottolineare che, nel 2022, l’unica provincia della regione Campania che continua a presentare saldo positivo nella bilancia commerciale, del valore di oltre 420milioni di euro, è proprio quella salernitana. 

Negli ultimi cinque anni, l’andamento delle esportazioni provinciali mostra segnali interessanti, con miglioramenti anche nel periodo dell’emergenza sanitaria - in controtendenza rispetto al contesto regionale e nazionale - e mantenendo successivamente un significativo ritmo di espansione, sebbene più moderato nel confronto territoriale.  

Complessivamente si rileva una crescita di oltre 1miliardo di euro nel valore dei beni esportati dalla provincia, che rappresenta un incremento di quasi la metà del valore 2017 (var.% 2022/2017: 49%). Anche tale dinamica deve chiaramente essere considerata sulla base delle osservazioni sull’andamento dei prezzi sopra esposte. 

L’articolazione settoriale delle esportazioni e delle importazioni 

L’analisi settoriale delle esportazioni consente di individuare andamenti differenti tra i diversi comparti. 
Il settore primario realizza un incremento nel valore esportato pari all’11,7%, mentre, in linea con l’andamento medio provinciale è il risultato raggiunto nelle vendite all’estero dall’attività manifatturiera (che rappresenta l’88% dell’export provinciale), in aumento del 20,2%. 
Il più rilevante dei settori manifatturieri, il comparto agroalimentare che da solo genera oltre 1,9 milioni di euro, ovvero oltre la metà dell’export provinciale, risulta in aumento del 27,6% rispetto all’anno precedente.  

Nell’ambito degli altri settori che principalmente contribuiscono all’export manifatturiero, va rilevato che sia quello della gomma-plastica, con un export di 167milioni di euro, che quello dei metalli e prodotti in metallo, con un export di 235milioni di euro, conseguono un risultato positivo (rispettivamente 15,2% e 29,7% di export in più). 

Sul fronte delle importazioni le voci da sottolineare riguardano i metalli e prodotti in metallo (in particolare i prodotti della siderurgia) che superano il miliardo di valore importato (in crescita rispetto al 2021 del 34,9%), i prodotti chimici (oltre 263milioni di import, in aumento del 21,5%) e i prodotti alimentari (quasi 386milioni di import, in aumento del 25,8%). 


 
L’articolazione geografica delle esportazioni e delle importazioni 

Per quanto riguarda la destinazione geografica dei flussi commerciali verso l’estero, nel complesso l’Europa assorbe quasi il 71% delle esportazioni delle imprese di Salerno e registra una crescita del 19,7%. 

Il principale mercato di sbocco delle esportazioni della provincia di Salerno continua ad essere la Germania, con un importo di quasi 552 milioni di euro, in crescita nel 2022 del 25,9%. 

Nell’ambito del contesto europeo, segue il Regno Unito, con circa 364 milioni di euro (+18,2% la variazione % registrata nel 2022) e la Francia che, con quasi 254 milioni di euro, registra una crescita del 14,9%. 

Di particolare interesse la seconda posizione nell’export provinciale mantenuta dagli Stati Uniti, mercato di sbocco per il 12% dei valori esportati, in crescita nel 2022 nella misura del 26,6%. 

Positivo l’andamento verso l’intero continente Americano, che assorbe il 14,5% dell’export salernitano (+23,1% la variazione % rispetto al 2021) e quello asiatico (+25%) seppure con differenze tra le diverse aree interne.   

L’export verso l’Africa rappresenta il 5,3% dell’export provinciale ed è in crescita del 9,9%. Mantiene la quota del 2,2% l’export diretto verso l’Oceania e altri territori (+23,8% la variazione % registrata nel 2022). 

Sul fronte dell’import, dall’Europa proviene oltre il 70% delle merci importate in provincia; in crescita l’import dai paesi europei del 19,7%.  

Fra i paesi fornitori spicca la Spagna, sebbene nel 2022 il valore dei beni importati è in riduzione rispetto all’anno precedente (-7,1%), seguita dalla Germania che, al contrario, aumenta in misura considerevole il valore di beni destinati al nostro paese (+56,3% la variazione percentuale nel 2022).  

Segue la Cina, con oltre 377milioni di import (in aumento del 67,2%). I beni importati dalla Cina rappresentano quasi il 60% del valore totale dei beni provenienti dal continente asiatico che, complessivamente, risultano aumentare nel 2022 del 72%. 

Nel 2022 entra nella classifica dei primi 10 paesi per valore di import, la Bulgaria da cui provengono merci, consistenti in metalli di base e prodotti in metallo, per oltre 143milioni di euro (+140,5% var. 2022/2021).  

La diminuzione dell’import proveniente dall’America del -12,7% non riguarda gli Stati Uniti che registrano una variazione positiva del 3,2%. 

Approfondimenti con grafici e tabelle nello studio allegato

Ultima modifica: Giovedì 6 Aprile 2023
Lunedì 20 Marzo 2023

Excelsior, avvio rilevazione fabbisogni occupazionali delle imprese per il periodo maggio/luglio

Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) sta realizzando, insieme alle Camere di commercio dei diversi territori, il Progetto Excelsior, già sviluppato con successo a partire dal 1997.

Il progetto ha l’obiettivo di monitorare le prospettive dell’occupazione nelle imprese e la relativa richiesta di profili professionali.

Da oggi, lunedì 20 marzo, prende il via la 4^ indagine mensile Excelsior del 2023, finalizzata a rilevare i fabbisogni professionali delle imprese previsti nel periodo maggio-luglio 2023.

La data di scadenza per la compilazione dei questionari è fissata al prossimo 30 marzo. 

 

Ultima modifica: Lunedì 20 Marzo 2023
Lunedì 20 Marzo 2023

Previsioni occupazionali in provincia di Salerno nel mese di Marzo 2023

In provincia di Salerno nel mese di marzo sono programmate circa 7.950 entrate e nel trimestre marzo-maggio 2023 saranno 22.640; nella regione Campania 35.300, e in Italia complessivamente 418.000. 

Nella nostra provincia salernitana avremo 1.210 assunzioni in più rispetto a marzo 2022 (+18%) e +2.290 assunzioni (+11,25%) prendendo a riferimento l’intero trimestre. 

I servizi programmano più di 6mila ingressi e la filiera del turismo si conferma quale traino della domanda di lavoro (2.020 ingressi), in linea con la tendenza nazionale. 

Consistente anche l’apporto del comparto del commercio con 1.260 ingressi previsti. Si riconferma la domanda delle imprese rivolta ai giovani pari al 31% degli ingressi, in aumento rispetto al 29% di marzo 2022. 

Ancora in crescita la difficoltà di reperimento, in 42 casi su 100 le imprese prevedono che sarà arduo trovare i profili desiderati rispetto al mese precedente, che era pari al 39%, anche se il mismatch riscontrato resta inferiore al 47,4% a livello nazionale o al 54% dei profili ricercati dalle imprese del Nord est.

Nel complesso nel mese di marzo:
- le entrate previste si concentreranno per il 76% nel settore dei servizi e per il 75% nelle imprese con meno di 50 dipendenti;
- nel 24% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 76% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita);
- il 15% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (20%);
- il 13% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato;
- le tre figure professionali più richieste concentreranno il 36% delle entrate complessive previste. 

E’ la sintesi di quanto emerge dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere e ANPAL, che offre un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi. 

Ultima modifica: Lunedì 20 Marzo 2023
Mercoledì 15 Marzo 2023

Lavoro: sono oltre 417mila le assunzioni previste dalle imprese italiane a marzo

In aumento il fabbisogno di giovani e di lavoratori immigrati

 

Roma, 15 marzo 2023 – Sono oltre 417mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di marzo e sono circa 1,3 milioni quelli previsti per il trimestre marzo-maggio, con un incremento della domanda di lavoro pari a quasi 59mila unità rispetto a marzo 2022 (+16,3%) e 143mila unità sul corrispondente trimestre 2022 (+12,6%). In aumento la domanda di giovani che passa da 101mila entrate programmate di marzo 2022 alle 132mila entrate previste per il mese in corso. Aumenta anche la richiesta di lavoratori immigrati, attestandosi a quasi 79mila entrate mentre erano poco più di 60mila a marzo 2022. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal[1].

L’industria nel suo complesso è alla ricerca di 135mila lavoratori per il mese di marzo che salgono a 385mila nel trimestre marzo-maggio. Per il manifatturiero, che è alla ricerca di 87mila lavoratori nel mese e di 249mila nel trimestre, le maggiori opportunità di lavoro riguardano le industrie della meccatronica che ricercano 23mila lavoratori nel mese e 64mila nel trimestre, seguite dalle industrie metallurgiche (18mila nel mese e 52mila nel trimestre) e da quelle alimentari (11mila nel mese e 32mila nel trimestre). Si mantiene elevata anche la richiesta proveniente dal comparto delle costruzioni: 48mila i contratti di assunzione programmati per marzo e 136mila fino a maggio. Per quanto riguarda i settori del terziario sono 283mila i contratti di lavoro che le imprese intendono attivare a marzo e oltre 891mila quelli previsti nel trimestre marzo-maggio. Il turismo sta offrendo le maggiori opportunità di impiego nei servizi con oltre 70mila lavoratori ricercati nel mese e 261mila nel trimestre, seguito dal commercio (57mila entrate programmate nel mese e 165mila nel trimestre) e dai servizi alle persone[2] (43mila nel mese e 132 nel trimestre).

Si attesta complessivamente al 47,4% la quota di assunzioni di difficile reperimento (+6,3 p.p. rispetto ad un anno fa), soprattutto a causa della mancanza di candidati per ricoprire le posizioni lavorative aperte. A incontrare le maggiori difficoltà di reperimento sono i settori legno-arredo (59,2%), costruzioni (58,5%), metallurgia (58,3%), tessile-abbigliamento-moda (58%).

Rispetto a un anno fa, aumentano le opportunità di assunzione per i giovani “under 30” che sfiorano le 132mila unità, pari al 31,6% delle entrate complessive previste dalle imprese (+3,4 p.p. rispetto a marzo 2022). ICT, industrie della carta e stampa, commercio, servizi finanziari e assicurativi e industrie meccatroniche si distinguono perché stanno ricercando giovani per oltre il 40% dei contratti da attivare. La quota di assunzioni che le imprese prevedono di ricoprire ricorrendo a immigrati si attesta sul 18,8% delle entrate complessive, in crescita rispetto al 16,8% di marzo 2022 (+2 p.p.). Logistica, servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone, industrie metallurgiche, industrie del legno-arredo e costruzioni sono i settori in cui la necessità di lavoratori immigrati superiora il 20% degli ingressi programmati.

Il flusso delle assunzioni è caratterizzato da una prevalenza di contratti a tempo determinato (215 unità; 51,4% del totale), seguono i contratti a tempo indeterminato (88mila; 21,2%) e quelli in somministrazione (45mila; 10,7%).

Sotto il profilo territoriale è da sottolineare l’elevato mismatch riscontrato dalle imprese nel Nord est per cui sono difficili da reperire circa il 54% dei profili ricercati con punte del 59,1% per il Trentino-Alto Adige.

(...)

[1] Le previsioni del mese di marzo si basano sulle interviste realizzate su un campione di quasi 116.000 imprese. Le interviste sono state raccolte nel periodo 26 gennaio 2023 – 13 febbraio 2023.

[2] Istruzione e servizi formativi privati, Sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati, Servizi ricreativi, culturali e altri servizi alle persone.

Ultima modifica: Mercoledì 15 Marzo 2023
Lunedì 13 Marzo 2023

Imprese di stranieri in Italia: in cinque anni sono 46mila in più

La rincorsa non basta per fermare il declino di quelle create da italiani (-130mila)

 

L’imprenditoria di origini straniere[1] è da tempo un dato strutturale del nostro sistema produttivo. Alla fine del 2022 le imprese con una prevalenza di soci e/o amministratori nati al di fuori dei confini nazionali sfioravano le 650mila unità, poco più del 10% dell’intera base imprenditoriale del paese (appena sopra i 6 milioni di unità).

Questa stabile presenza si accompagna a un dinamismo anagrafico sconosciuto alle imprese avviate da persone nate in Italia. Negli ultimi cinque anni, l’imprenditoria straniera ha fatto segnare una crescita cumulata del 7,6% a fronte di un calo delle imprese di nostri connazionali del 2,3%. In termini assoluti, queste dinamiche non riescono a compensare la scomparsa di attività italiane: dal 2018 a oggi, le imprese di stranieri sono aumentate di 45.617 unità mentre le non straniere sono diminuite di 126.013 unità, cosicché il totale complessivo della base imprenditoriale del paese si è ridotto di 80.396 imprese.

E’ quanto emerge dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio riferiti al periodo 2018-2022 elaborati da Unioncamere-InfoCamere sulla base di Movimprese, l’analisi statistica sull’andamento della demografia delle imprese italiane.

 

Le forme giuridiche

Tra i due universi (imprese di stranieri e imprese di italiani) restano ancora profonde differenze strutturali. Tra le prime, la forma largamente prevalente resta ancora quella dell’impresa individuale (74,1%) laddove per le attività degli italiani questa quota da alcuni anni è ormai scesa stabilmente sotto la soglia del 50%. Al netto dello stop imposto dalla pandemia, l’andamento dell’ultimo quinquennio fotografa un effetto di sostituzione molto forte tra nuova imprenditoria immigrata e presenza italiana in questa che è la forma più semplice d’impresa.

La seconda modalità organizzativa preferita dalle imprese è quella della società di capitali. Sebbene la loro presenza sia decisamente più numerosa tra le iniziative di italiani (dove superano la quota del 32%) che tra quelle di stranieri (dove si ferma al 18,4%), nel caso di queste ultime i cinque anni alle nostre spalle segnalano una vitalità più che marcata di questa forma d’impresa tra quelle di origine immigrata (+39,1% contro +6,3% delle attività degli italiani nel periodo considerato).

 

I settori

Il confronto settoriale tra i percorsi delle imprese di stranieri e di nostri connazionali nell’ultimo quinquennio mette in evidenza differenze - anche notevoli - tra quello che accade a livello dei singoli comparti produttivi. In alcuni casi, l’espansione della base imprenditoriale di origini straniere contrasta una tendenza opposta delle imprese di italiani, riuscendo non solo a compensare le perdite di quest’ultima ma – in taluni casi - anche a far crescere l’intero segmento: come avviene nelle costruzioni (dove le imprese di italiani perdono quasi 12mila unità e le straniere aumentano di oltre 19mila) o nelle altre attività di servizi (in cui le imprese di italiani si riducono di 1.411 unità mentre le straniere crescono di quasi 6.800). 

In altri casi, le imprese di stranieri seguono la tendenza delle imprese di italiani registrando però - nel bene e nel male - performance quasi sempre migliori. Laddove straniere e autoctone crescono, le prime fanno sempre meglio delle seconde, con le uniche eccezioni dei servizi alle imprese e della fornitura di energia. Quando invece la base imprenditoriale si restringe, le straniere mostrano una resilienza nettamente più marcata: come nel commercio, dove la riduzione delle imprese di italiani è del -6,3%, quella delle imprese straniere del -2,5%.

In altri casi si configura lo schema “a specchio” (con le straniere che aumentano mentre quelle di italiani si riducono) in cui, tuttavia, la dinamica delle straniere non è sufficiente a compensare la contrazione delle altre. È così per l’agricoltura, che nel quinquennio perde complessivamente 28.501 imprese e vede crescere le straniere di sole 3.037 unità (con variazioni del -4,3% delle italiane e +18,2% delle straniere). Ed è così anche per le attività manifatturiere, dove le imprese di italiani perdono 39.985 unità e le straniere ne recuperano appena 1.769 (-7,7% contro +3,8% a favore delle straniere).

Per migliorare la conoscenza di questi fenomeni, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unioncamere – con il supporto di InfoCamere - hanno realizzato un Osservatorio nell’ambito del progetto FUTURAE che riporta i dati più significativi dell’universo delle imprese di stranieri e della sua evoluzione nel tempo navigabili online attraverso una Dashboard interattiva disponibile all’indirizzo https://www.infocamere.it/osservatorioimpresemigranti

(...)

[1] Per imprese di stranieri s’intende l'insieme delle imprese in cui la partecipazione di persone non nate in Italia risulta complessivamente superiore al 50% mediando le composizioni di quote di partecipazione e cariche ricoperte.

Ultima modifica: Lunedì 13 Marzo 2023
Giovedì 9 Marzo 2023

Lavoro: le imprese cercano 52mila diplomati ITS

Ma la difficoltà di reperimento riguarda il 56% delle assunzioni 

 

Roma, 9 marzo 2023 – Rispondono alle esigenze di innovazione e di trasformazione tecnologica espresse dal tessuto produttivo gli ITS Academy - percorsi terziari di specializzazione tecnica e professionalizzante -, recentemente oggetto di un’importante riforma nell’ambito del PNRR. Un modello formativo co-progettato in stretto raccordo tra mondo della formazione e imprese che mette i giovani a diretto contatto con le filiere produttive più avanzate. Nel 2022 le imprese hanno ricercato quasi 52mila diplomati ITS Academy a fronte di numeri in uscita dai percorsi ITS cresciuti lentamente nel corso degli ultimi anni (solo 5.280 diplomati nel 2020, mentre complessivemente sono circa 20mila a partire dal 2013[1]). 

Motivo per cui, per molte delle professioni che potrebbero essere ricoperte dai diplomati degli Istituti Tecnologici Superiori, le imprese lamentano una difficoltà di reperimento del 56%. A mostrarlo, è l’approfondimento effettuato da Unioncamere, sulla base dei dati dell’indagine 2022 del Sistema informativo Excelsior, realizzato in collaborazione con Anpal. Degli ITS Academy si parla oggi a Fiera Didacta, dove Unioncamere ha organizzato con INDIRE e Associazione ITS Italia il seminario "Certificazione delle competenze: dalla formazione in aula alla coprogettazione di esperienze aziendali di qualità per gli ITS Academy”.  

Gli ITS Academy hanno una durata di 2 o 3 anni, sono caratterizzati da una forte componente di esperienza in azienda (il 30% delle ore di formazione deve essere svolto in stage), e in più dell’80% dei casi assicurano una occupazione a un anno dalla conclusione del percorso formativo. 

I dati Excelsior mostrano che il Nord Ovest, con il 37% delle entrate previste, è l’area del Paese che esprime la maggior richiesta di diplomati Its Academy, seguito dal Nord Est con 23%, dal Centro con il 21% e dal Mezzogiorno con il 19%. Tra le regioni, spiccano soprattutto la Lombardia, con una richiesta di 13.700 entrate previste, seguita da Lazio con 6.200 entrate, Veneto 5.300, Emilia-Romagna 4.600 e Piemonte con 4.300.

I diplomati ITS Academy sono richiesti trasversalmente in tutti i set­tori, ma soprattutto in quelli legati al comparto indu­striale (18.550 richieste) e dei servizi alle imprese (17.850 entrate).

La meccanica rimane di gran lunga l’ambito in cui c’è più richiesta di diplomati ITS Academy: con circa 14.300 entrate previste rap­presenta un terzo del totale complessivo di circa 51.600 richieste. A seguire le 8.000 richieste del settore della comunicazione e dello svi­luppo di sistemi software.

I profili con alta difficoltà di reperimento sul mercato sono quelli dell’area elettronica, infor­matica e meccanica. Tra questi, i più difficili da trovare sono i Tecnici elettronici (difficoltà di reperimento al 74,6% delle entrate programmate nel 2022), i Progettisti e amministratori di sistemi e gli Analisti e progettisti di software (64,6%), gli Elettricisti nelle costruzioni civii (63,5%), gli Attrezzisti di macchine utensii (61,7%).

Le competenze digitali caratterizzano non solo uno dei settori specifici degli ITS, quello ICT, ma sono fortemente ricercate per tutti gli ambiti tecnologici, tanto da riguardare con grado di importanza ele­vato il 72% delle entrate previste. Anche le “tecnologie abilitanti 4.0” (Advanced manufacturing solution, Additive manufacturing, Augmented reality, Simulation, Horizontal/Vertical integration, In­dustrial internet, Cloud, Cybersecurity, Big Data and Analytics ) sono ritenute rilevanti per il 46,5% delle assunzioni di diplomati ITS Academy (rispetto al 13% del totale entrate). 

Sempre più importanti per le aziende sono inoltre le competenze acquisite in materia di risparmio energetico e rispetto per l’ambiente (un prerequisito per il 48% delle entrate previste). 

(...)

 

[1] I dati sull’offerta di diplomati ITS sono tratti dal report ufficiale 2022, “Istituti Tecnici Superiori - Monitoraggio nazionale 2022” di INDIRE e fanno riferimento al 2020 considerando i percorsi chiusi fino a tale annualità.

 
 
 
Ultima modifica: Giovedì 9 Marzo 2023
Venerdì 3 Marzo 2023

Donne e lavoro, non sempre è un'impresa - Mercoledì 8/3 ore 10.30

Leadership al femminile, casi di successo, ruolo delle istituzioni, certificazione di genere e relativi vantaggi per chi la consegue: questi alcuni dei temi al centro dell'incontro dal titolo "Donne e lavoro, non sempre è un'impresa" in agenda mercoledì 8 marzo alle ore 10.30, presso la sede di rappresentanza della Camera di Commercio di Salerno - via Roma 29, organizzato dal Comitato Imprenditoria Femminile dell'Ente camerale.

 

 

Ultima modifica: Venerdì 3 Marzo 2023